Napolitano a Che tempo che fa

L'intervista registrata nello Studio alla Vetrata. Un quarto d'ora per parlar d'Europa

Giorgio Napolitano sarà ospite a Che tempo che fa.

Un'apparizione davvero inedita e sui generis per un Presidente della Repubblica: è la prima volta – andiamo a memoria, confortati anche dalla medesima considerazione apparsa questa mattina su La Stampa nel trafiletto che ne parla – che un capo dello stato italiano è ospite di un programma in prima serata televisiva (non nella versione "imitata" da Crozza, si intende) non giornalistico.

In verità, l'intervista, che andrà in onda domenica 13 aprile 2014 su RaiTre (la domenica, il talk di Fazio si trasforma in prime time), è stata registrata ieri pomeriggio, nello Studio alla Vetrata e si dovrebbe tradurre in un contributo di un quarto d'ora.

Giorgio Napolitano ospite a Che tempo che fa

I temi? Stando a quanto scrive La Stampa si parlerà d'Europa: non c'è dubbio di quali saranno le modalità scelte dal Presidente della Repubblica per parlarne. Napolitano ha fatto uscire qualche mese fa La via maestra, scritto con il giornalista di Repubblica Federico Rampini.

In vista dell'appuntamento delle elezioni europee 2014, Napolitano sceglie il nazional-popolar-radical-chic salotto di Che tempo che fa per arringare i telespettatori su quanto l'Europa sia indispensabile per rendere l'Italia più forte.

Insomma, per gettar acqua sul fuoco dell'antieuropeismo che soffia a destra e a manca, in tutta Europa. Un antieuro (più che antieuropeismo) che si declina in svariate modalità (c'è quella dell'estremismo di destra di Le Pen, c'è quella della sinistra di Tsipras, c'è quell versione Cinque Stelle) e che però i fautori del mantenimento dello status quo devono, per comodità e semplificazione dialettica, equiparare ad ogni costo.

D'altro canto, già alcuni Presidenti del Consiglio hanno approfittato dell'atmosfera rilassata di casa Fazio-Littizzetto, e addirittura Letta si collegò da Palazzo Chigi per anticipare mosse del suo governo (Renzi, invece, c'è solo andato ospite). Quel che è certo, è che il messaggio di Napolitano, per quanto fuori dalle istituzioni e dalla prassi, sarà, fuori di dubbio, un messaggio politico.

Fra i precedenti sui generis ricordiamo una telefonata di Carlo Azeglio Ciampi a Buona Domenica. Era il 20 aprile del 2002, ospiti in studio da Maurizio Costanzo c'erano Marco Pannella e Roberto Giacchetti, entrambi in sciopero della sete. Ciampi chiamò per convincerli a interrompere la protesta ncata elezione di due giudici vacanti della Corte Costituzionale da parte del Parlamento:

«Vorrei dire, in relazione a quanto hanno detto ora l'onorevole Pannella e l'onorevole Giachetti, che le loro preoccupazioni per il vuoto creatosi in una istituzione fondamentale, quale è per il nostro Stato la Corte Costituzionale, sono da me pienamente condivise. E sono state da me espresse preoccupazioni più volte. Basta ricordare la lettera che inviai ai presidenti delle due Camere circa due mesi fa e che resi pubblica [...] Voglio ricordar loro che il principio fondamentale della nostra civiltà è il rispetto per la vita, anche per la propria. E di tutto cuore rivolgo un caldo appello: caro Pannella, caro Giachetti, sospendete subito questo sciopero della sete e della fame».

Francesco Cossiga accettò invece di farsi intervistare (in seconda serata) da Corrado Augias. Era il 1991, altri tempi, altra tv. Si parlava di libri, e cossiga dissertava a proposito de Il Principe di Niccolò Machiavelli.

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