Turchia: Corte Costituzionale boccia una parte della riforma giudiziaria di Erdogan

Considerati incostituzionali in particolare le disposizioni che davano al ministro della Giustizia più poteri sulla nomina dei magistrati.

Un altro duro colpo per il premier della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, che si è visto annullare dalla Corte costituzionale una parte della riforma giudiziaria varata dal governo lo scorso mese di dicembre. Un testo che rafforzava il controllo dello Stato sulle istituzione giuridiche, dando un potere smisurato proprio a Erdogan. Un testo che aveva scatenato proteste.

I media locali scrivono che la Corte avrebbe giudicato tale riforma incostituzionale. In particolare, sono state bocciate le disposizioni che accordavano al ministero della Giustizia più poteri in materia di nomina dei magistrati. Erdogan spinse per accrescere questi poteri dopo lo scandalo di corruzione che è arrivato a lambire gli ambienti più vicini allo stesso primo ministro.

Una settimana fa, sempre la Corte costituzionale, aveva ordinato che venisse revocato il blocco di Twitter, voluto sempre da Erdogan. E già allora il premier aveva criticato l'operato della Suprema corte. Come dire che ormai lo scontro tra le due istituzioni è al culmine. Da una parte c'è Erdogan, che cerca con la censura di mettere a tacere le voci contrarie e in particolare le accuse di essere direttamente implicato nella tangentopoli turca.

Dall'altra parte c'è la Corte che invece cerca di limitare i poteri del premier, che recentemente però ha avuto nuovi consensi, sbancando le amministrative turche, e che quindi crede di potersi permettere (quasi) di tutto, nonostante le critiche arrivino anche - se non soprattutto - dall'Occidente, preoccupato per quella che in certi momenti pare essere una dittatura.

Erdogan

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