Berlusconi (con la mordacchia) già prepara la riscossa. Ma FI si squaglia, il fido Bonaiuti con il "nemico" Alfano

Essere spedito ai servizi sociali consente a Silvio Berlusconi di mandare giù il rospo indigesto e mettersi al lavoro sapendo che nove messi passano in fretta, come la canzoncina del fante: “18 mesi li ho fatti anch’io e …” di cui tralasciamo il finale con rima. Al lavoro sì, ma per fare cosa?

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Chi crede che fra nove mesi il rais di Arcore farà tesoro della “lezione” e si metterà ai ferri per fare la calzetta è fuori strada. L’ex premier, pur a denti stretti e col grugno, ha già disegnato la strategia: “Adesso tutti in silenzio, poi guiderò la riscossa!”. Velleitario come il pugile al tappeto che minaccia chi lo ha steso ko che si rifarà la prossima volta?

Fatto sta che l’ex Cav, mezzo salvato dai giudici “comunisti”, prepara la campagna elettorale del 25 maggio, puntellando Forza Italia in caduta libera (gli ultimi sondaggi Ixe danno FI terzo partito alle Europeee con il 17% dietro al M5S al 24,9% e al Pd al 32,9%) e mandando segnali di distensione al premier Renzi, indispensabile ciambella di salvataggio per non andare a picco da qui ai prossimi nove mesi.

Questo week end sarà interamente dedicato al programma per la campagna elettorale (il cuore sarà l'economia e la 'battaglia' contro il rigore e i vincoli europei con la richiesta di revisione dei trattati) e sulla chiusura delle liste. Ad Arcore oggi ci sono i capigruppo, il braccio destro Denis Verdini e il consigliere politico Giovanni Toti.

Sarà il Cavaliere a decidere sui capolista per la circoscrizione delle Isole, e quello del Nord Est dove si parla di Elisabetta Gardini, eurodeputato uscente se Giancarlo Galan decide di non correre. Al Nord Ovest sarà Giovanni Toti a guidare la lista, al centro Antonio Tajani, mentre al Sud Raffaele Fitto.

La situazione – scrive Avvenire - è complicata e tra gli azzurri c'è chi è pronto a giurare che dopo le elezioni europee ci saranno comunque terremoti all'interno del partito. E uno dei più eclatanti potrebbe essere l'addio di Paolo Bonaiuti, storico portavoce di Silvio Berlusconi, un tempo di casa a palazzo Grazioli, ma con la riorganizzazione dello staff accanto all'ex premier, il senatore Fi è scomparso dai radar.

Stando a quanto riportato oggi dal Fatto Quotidiano (senza smentita del diretto interessato) Bonaiuti sarebbe pronto a passare con il 'nemico' e cioè il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, ex delfino del Cavaliere. Che ieri a Roma ha lanciato la sfida di Ncd, il Ppe in Italia: “È il nostro battesimo laico, nasce il partito del Ncd, con il traguardo di rappresentare in Italia la grande area che si rifà al Ppe”.

Ci sono milioni di voti in libertà, i tanti delusi di Berlusconi, i tanti delusi di tutto, che diserteranno le urne. Chi brucherà nelle praterie senza più steccati? Renzi e Grillo sono già sul posto, anzi, sui prati verdi.

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