Elezioni 2013: legge elettorale, arriva il lodo Calderoli


Quando tutti ormai disperavano di arrivare a un accordo sulla nuova legge elettorale con cui andare al voto in primavera, ecco che arriva in soccorso Roberto Calderoli. No, non un omonimo, proprio l'autore del "porcellum" che a parole tutti adesso vogliono cambiare. E d'altronde, chi meglio di lui conosce i vizi di forma della sua creatura e può porvi rimedio? Tanto che il parlamentare Pdl Gaetano Pecorella lo ha definito ironicamente un "collaboratore di giustizia".

Bisogna però dire che Calderoli non è proprio un pentito, e rifiuta di assumersi tutta la responsabilità sulla "porcata": per lui era una "genialata", poi sono stati gli altri a metterci le mani e a rovinarla. In ogni caso, vista l'impasse di Pd e Pdl nel dibattito sulla nuova legge elettorale, il senatore leghista è intervenuto per smuovere le acque, proponendo una serie di modifiche all'attuale legge, che da un lato dovrebbero mettere d'accordo tutti, dall'altro complicano ulteriormente (se possibile) le cose. Vediamo di cosa si tratta.

La proposta di Calderoli prevede collegi proporzionali molto piccoli, in cui i partiti propongono un listino bloccato con pochi nomi, 2 o 3. I nomi in lista verranno eletti (uno, due o tutti e tre) in base ai voti ricevuti dal partito. Poi partirà un complicato meccanismo di recupero dei voti inutilizzati che rimetterà in gioco i partiti minori (e quindi anche la Lega) sia su base regionale che nazionale. Questo sistema, ammette Calderoli, potrebbe anche servire a reintrodurre le preferenze su una mini-lista di nomi scelti dai partiti, così da dare all'elettore l'illusione di scegliere i parlamentari.

Per quanto riguarda il premio di maggioranza, il lodo Calderoli prevede che chi raggiunge il 40 o 45% dei voti (non è chiaro se coalizione o singolo partito) verrà premiato con il 55% dei seggi. Se nessuno raggiunge la soglia - ed è probabile con l'attuale frammentazione - la lista o la coalizione più votata avrà un premio del 5%, che però non assicura la governabilità. Si tratta, a detta di Calderoli, di un sistema proporzionale su base circoscrizionale secondo il modello spagnolo: giusto quello che mancava, tra il modello tedesco e quello francese.

Ma quante possibilità ha il lodo Calderoli di vedere la luce? L'interessato ieri era molto ottimista, ma sia da destra che da sinistra sono arrivati subito i dubbi. Bersani vorrebbe una soglia molto più bassa del 40-45% per il premio di maggioranza, il Pdl (e soprattutto gli ex-An) vuole il ritorno alle preferenze, i centristi non vedono di buon occhio il sistema di recupero dei voti inutilizzati che li penalizzerebbe. Tuttavia la bozza, poiché non proviene né dal Pd né dal Pdl, potrebbe essere una base su cui innestare le modifiche: domani in commissione è previsto un voto su un testo condiviso, ma se i partiti non si metteranno d'accordo sui punti critici (preferenze e premio di maggioranza) è probabile che salterà tutto ancora una volta.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO