Monti-bis, Casini e Fini insistono. Ma sono solo "zavorra" in cerca di poltrone

Errare humanum est perseverare autem diabolicum, recitava l’antico adagio. Vale anche per la politica e i politici? E’ normale che anche un leader politico possa incappare in una valutazione sbagliata, in una analisi tarlata, in una proposta zoppa. Anche qui ci sono gli errori “capitali” e quelli “veniali”. Credere nel fascismo e nel nazismo non può non essere considerato fra gli errori senza possibilità di redenzione. Non è la stessa cosa per il comunismo, averlo indicato come paradiso in terra, convincendo milioni e milioni di persone sulla bontà di una ideologia portatrice della libertà e del riscatto delle classi più deboli?

Tutti sanno che in Italia, sia i post fascisti e sia i post comunisti, - ci riferiamo agli esponenti politici – sono per lo più passati indenni in mezzo alle bufere e agli implacabili verdetti della storia, riciclandosi e occupando per anni e anni nuove poltrone, con una sicumera e faccia tosta che non trova eguali nel mondo. Non solo. Oggi, sotto i riflettori ci sono Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini.

Lasciamo perdere il loro passato remoto, il primo sotto le insegne dello Scudo Crociato e il secondo sotto quelle della Fiamma Tricolore. Ci riferiamo al loro “recente” passato politico, un fallimento totale sia per Pierferdy che per Gianfri.

Per la bellezza di quattordici anni Casini ha succhiato la ruota di Silvio Berlusconi, alleato di ferro, da cui ha succhiato tutto quello che era succhiabile in termine di potere, permettendo al “Ghe pensi mi” molte balordaggini. Oggi il leader centrista dice di essersi sbagliato e sul Cav – papale papale – confessa: “Mi ero illuso”. Aver poi detto no al bipolarismo non cancella l’onta dell’abbraccio nefasto col Cav.

Per un tempo ancora più lungo Fini, sdoganato politicamente dal Cavaliere, ne è stato l’ombra fin sui palchi nelle piazze d’Italia osannanti al … “tris d’assi” (Silvio, Umberto, Gianfranco). Oggi il presidente della Camera – da mesi in totale rottura con il padre padrone del partito del predellino – incasella Berlusconi quale “corruttore” e – udite! Udite! – sputa sul bipolarismo, per anni cavallo di battaglia insieme al presidenzialismo (anch’esso nel dimenticatoio). Perché queste metamorfosi? E’ l’ennesima giravolta per l’ennesimo tentativo di riciclaggio politico. Solo per questo obiettivo puntano sul Monti-bis, certi di essere un valore aggiunto e non una ingombrante zavorra.

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