Libia: Il premier Al Thani si è dimesso

LIBYA-POLITICS-MILITARY
L'emittente televisiva, al Arabiya, ha annunciato le dimissioni del capo del governo libico, Abdullah al Thani. Secondo la televisione degli Emirati Arabi Uniti, il premier avrebbe preso la decisione dopo un tentato assalto armato, rivolto contro la sua persona e i suoi familiari. L'agguato avrebbe avuto luogo ieri, in tarda serata.

Prima di dimettersi, come riportato anche dall'Ansa, al Thani ha dichiarato in un comunicato stampa: "Sono stato vittima di un attacco traditore". Ha inoltre rassicurato che non ci sarà un vuoto di potere nel suo paese perché continuerà a sbrigare l'amministrazione ordinaria, nell'attesa della nomina di un nuovo capo di governo.

Il premier uscente era stato nominato primo ministro dal Congresso generale Nazionale (il parlamento provvisorio libico) l'11 marzo scorso. Dopo la sfiducia con 124 voti nei confronti del discusso Ali Zeidan, al Thani, allora ministro della difesa, era stato incaricato di formare un governo ad interim per la durata di due settimane. Scaduto il periodo di 15 giorni, meno di una settimana fa, gli era stata rinnovata la fiducia dal parlamento, con l'obiettivo di formare un nuovo esecutivo di transizione.

Il 26 marzo scorso, Ali Zeidan, fuggito in Europa, aveva lanciato un monito inquietante in un'intervista al quotidiano inglese The Time. Parole che risuonano ancora più cupe dopo le dimissioni odierne di al Thani:

"La Libia potrebbe diventare una base per le operazioni di Al Qaeda in Italia, in Gran Bretagna, in Francia, in Spagna e in Marocco, Le armi sono dappertutto, le munizioni sono dappertutto. Il mio piano è combattere per riformare lo Stato e stabilizzare la situazione"

Per Ali Ziedan, i principali responsabili della destabilizzazione della Libia sono il movimento radicale Wafa e il partito Costruzione e Giustizia, legato ai Fratelli Musulmani. Sui vari siti di informazione, già va prendendo quota la tesi che dietro l'attentato ad al Thani ci sono proprio queste due fazioni.

Dopo la fine del regime del colonnello Muammar Gheddafi, il paese rimane in una situazione di caos, senza una sovranità nazionale certa. Gli "interessi" internazionali sulla Libia, inoltre, sono palpabili: accaparrarsi il mercato del greggio fa gola a molti. A tale proposito, evidenziamo che le milizie armate della ribelle Cirenaica, che a suo tempo parteciparono alla lotta contro il Rais, hanno occupato i porti e stanno tentando di vendere il petrolio a compagnie di paesi stranieri senza il controllo del governo di Tripoli.

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