Da Famiglia Cristiana un'altra cannonata a Berlusconi: la legge elettorale per le europee è la porcata numero 2


Non sono un lettore di Famiglia Cristiana, ma ho sempre creduto che si trattasse di un periodico decisamente moderato e centrista, sia per l'inequivocabile titolo che per la sua diffusione all'interno delle chiese. Negli ultimi tempi sembra invece che questo settimanale abbia assunto un ruolo di primo piano tra i media – generalmente comunisti - che non hanno in simpatia l'attuale premier e la squadra di dipendenti, avvocati, commercialisti e amiche che ha insediato a Palazzo Chigi.

Questa settimana un editoriale di fuoco è dedicato alla nuova legge elettorale per le europee, nella quale dovrebbero essere ripresi i tratti peggiori della Porcellum “elaborata” da Calderoli. Per questo Famiglia Cristiana scrive “La settimana scorsa il capo del Governo ha varato due operazioni: con la prima ha dato il via alla costituzione di un vero partito unico del Centrodestra; con la seconda ha comunicato agli italiani che, per le elezioni europee della prossima primavera, sarà servita la "porcata numero due" (come la chiamò il suo creatore, il leghista Calderoli), ovvero una copia delle disposizioni più antidemocratiche della legge elettorale con cui abbiamo votato nelle ultime elezioni politiche. Il Cavaliere, infatti, ha annunciato che neanche per il Parlamento europeo potremo sceglierci i rappresentanti con lo strumento delle preferenze, e che la soglia per entrare nell’Ue salirà al 5 per cento. Le leggi elettorali sono un tema delicatissimo, da cui dipende la qualità della democrazia. Abolire le preferenze equivale a scippare i cittadini di un diritto di rappresentanza democratica. Berlusconi sostiene che «il sistema delle liste bloccate permette d’avere professionisti che possono autorevolmente rappresentare il Paese in Europa». Il che è un insulto all’intelligenza degli elettori, considerati incapaci di compiere scelte mature e responsabili. Meglio, dunque, trattarli da sudditi chiamati a ratificare le scelte del Principe".

Una cannonata in piena regola che poco più avanti si conclude prefigurando l'avvento di una semi-democrazia: Quando non si riconosce il ruolo dell’opposizione (e il suo leader viene definito «inesistente»), quando si toglie autonomia al potere giudiziario, quando l’opinione pubblica (addomesticata o narcotizzata, grazie al controllo dei media) non è più in grado di effettuare un costante controllo sulle scelte politiche, ci si avvia – come dice il sociologo Campanini – a una semi-democrazia, a un processo degenerativo che svuota il Parlamento delle sue funzioni, sulla scia della Russia di Putin o del Venezuela di Chavez.

Visto lo stato confusionale di Walter Veltroni forse potrebbe essere il direttore di Famiglia Cristiana a guidare l'opposizione....

Via | famigliacristiana.it

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