Interrogazioni parlamentari folli: l'importanza di cantare l'inno intonati

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Girano voci, a Montecitorio. E cantano uccellini. Cantano e spifferano amenità che si nascondono fra le pieghe della burocrazia e della solerte attività dei nostri parlamentari. Uno di questi spifferi è arrivato dritto dritto alle orecchie di Polisblog, e come tale ve lo riportiamo.

Le nostre fonti ci giurano che è tutto vero: a noi piacerebbe non fosse così. Ma pare che un Deputato della XV Legislatura, area centrodestra (sì, è vero, è difficile distinguerli, oggi come oggi) abbia proposto un'interrogazione parlamentare per risolvere una questione fondamentale, cruciale per il bene del paese e per la nostra vita sociale, nonché per l'immagine che l'Italia dà di sé all'estero, in mondovisione.

Ovvero, è stato chiesto di far prendere lezioni di canto ai giocatori della nazionale per prepararli al canto dell'Inno e dunque per garantire un'esecuzione corale quanto più intonata possibile.

Non male, vero? Ma com'è andata a finire, questa interrogazione? In una modalità ancor più surreale.

Il Sindacato ispettivo, infatti, avrebbe respinto - sempre secondo il nostro uccellino informatore - l'interrogazione parlamentare del deputato melomane. Ma non per la sua palese inutilità. No.

Il motivo ufficiale sarebbe ben altro: ovvero, in ogni caso il Governo non può intervenire nei confronti del CONI. E quindi, in ogni caso, anche se l'accorato appello perché Buffon e i suoi imparino a intonar l'Inno di Mameli (o di Novaro, a seconda delle scuole di pensiero) come si deve, sarebbe caduto mestamente nel nulla.

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