Il Pulitzer 2014 a Guardian e Washington Post per il Datagate

Il più importante premio giornalistico va ai cronisti che hanno svelato lo scandalo delle intercettazioni NSA



Edward Snowden non sarà diventato l'Uomo dell'anno secondo il Time, ma i giornalisti che hanno portato alla luce lo scandalo delle intercettazioni della NSA si sono aggiudicati il Premio Pulitzer nella categoria Public Service. È stato annunciato ieri sera assieme all'elenco degli altri vincitori del prestigioso premio nelle varie categorie.

La giuria del Pulitzer ha premiato il Washington Post che, grazie alle inchieste di Bart Gellman, "ha rivelato l'esistenza di un esteso sistema di intercettazioni da parte della NSA, con inchieste autorevoli e attente che hanno aiutato l'opinione pubblica a capire il ruolo di queste rivelazioni nel quadro più grande della sicurezza nazionale". A pari merito ha vinto anche The Guardian, che con le inchieste di Glenn Greenwald, Laura Poitras e Ewen MacAskill, "ha scatenato un dibattito acceso sul rapporto tra governo e pubblico riguardo le questioni di sicurezza e privacy".

I 19 membri della Pulitzer Prize Commission hanno quindi definitivamente stabilito l'importanza e l'attendibilità delle rivelazioni della talpa Snowden, e delle inchieste giornalistiche che ne sono nate. Una scelta non scontata, dato che una parte del mondo giornalistico vedeva tutta la vicenda del Datagate come mero sensazionalismo, oltretutto pilotato e mirato a distruggere la sicurezza nazionale.

Tra gli altri vincitori del Pulitzer 2014, il Boston Globe per gli articoli sull'attentato alla maratona di Boston (esattamente un anno fa), Chris Hamby del Center for Public Integrity per un'inchiesta sui sistemi usati da alcuni avvocati e medici per manipolare i risarcimenti ai minatori malati ai polmoni, Eli Saslow del Washington Post per ile inchieste sulla povertà in America, Jason Szep e Andrew R.C. Marshall della Reuters per gli articoli sulle persecuzioni dei Rohingya della Birmania.
Canta vittoria

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