Libia: Squestrato ambasciatore della Giordania

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L'emittente televisiva al Arabiya, poche ora fa, ha dato notizia del rapimento dell'ambasciatore giordano in Libia.

Secondo quanto riportato dall'Ansa, Fawaz al-Aytan sarebbe stato sequestrato oggi a Tripoli. Tre autovetture avrebbero bloccato la mercedes sulla quale viaggiava il diplomatico. Alcuni uomini lo avrebbero incappucciato e costretto a salire su una delle proprie auto. L'autista dell'ambasciatore pare sia rimasto ferito con 5 colpi di arma da fuoco.

Ancora non è nota a quale milizia si possa far risalire il rapimento. Difficile fare ipotesi immediate. I gruppi armati in conflitto, dopo la caduta del regime del colonnello Muammar Gheddafi, sono molteplici e mettono costantemente in crisi, dal 2011, il raggiungimento di una piena sovranità. Il paese, infatti, rimane frammentato in zone occupate da questo o quel gruppo, dove il rispetto dei diritti umani non è esattamente all'ordine del giorno.

Inoltre, segnaliamo che le varie milizie praticano ormai sistematicamente la strategia dei sequestri dei diplomatici e degli attentati contro gli stranieri. A tale riguardo, ricordiamo che lo scorso dicembre è stato assassinato a Bengazi un insegnate del Regno Unito, mentre a gennaio, nei pressi di Mellitah, nella parte ovest della Libia, sono stati trovati uccisi un altro britannico e un neozelandese. Bisogna poi aggiungere che, sempre nel gennaio scorso, furono sequestrati 5 dipendenti dell'ambasciata dell'Egitto e un cittadino sud coreano (poi rilasciati).

Intanto, la Libia è sempre più nel caos dopo le dimissioni di domenica scorsa del presidente di transizione, Abdullah al Thani. Ricordiamo che Al Thani ha scelto di abbandonare la presidenza in seguito ad un tentato agguato, rivolto contro la sua persona e i suoi familiari.

Che manchi il controllo di Tripoli sulla nazione, lo certifica quanto accaduto nel marzo scorso. Il predecessore al Thani, Ali Zeidan, era stato costretto a dimettersi dopo il fallito tentativo di bloccare la petroliera Morning Glory. La nave battente bandiera nordcoreana, definita anche la "nave dei ribelli", era riuscita a partire dalla Cirenaica in cerca di acquirenti per il mediterraneo con 350 mila litri di greggio, pari a 36 milioni di dollari. Solo l'intervento della marina degli Stati Uniti è riuscita a fermarla.

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