Berlusconi ai servizi sociali, parla il direttore della struttura: "Si tratterà di attività di compagnia, intrattenimento e assistenza ai pasti"

Paolo Pigni, direttore generale dell'Istituto Sacra Famiglia Onlus, a Vita.it: "Berlusconi non è un volontario, andrà in affiancamento"

L'affidamento ai servizi sociali di Silvio Berlusconi riempie oggi le pagine di tutti i quotidiani in edicola, così come le homepage degli stessi (e dei nativi digitali), con i dettagli, più o meno realistici e veritieri, delle misure cautelative concesse dal Tribunale di Sorveglianza.

Berlusconi, oramai è certo, andrà presso l'Istituto Sacra Famiglia Onlus, la cui Fondazione si è offerta di ospitarne la riabilitazione in società: una decisione che l'avvocato dell'ex-Cavaliere Niccolò Ghedini ha definito "equilibrata".

“L’affidamento in prova può sostenere e aiutare il soggetto a portare a maturazione quel processo di revisione critica e di emenda”

hanno scritto i giudici nella sentenza, sostanzialmente (nota Manuela D'Alessandro su Giustiziami) una vera rivoluzione: per la prima volta i giudici tifano per Berlusconi. Tornando a Cesano Boscone però, Lorenzo Alvaro ha intervistato su Vita il direttore generale dell'Istituto, Paolo Pigni, il quale ha spiegato come Berlusconi non possa essere definito "volontario", nonostante l'attività che svolgerà sarà la stessa che svolgono i volontari, anche se le precise mansioni che svolgerà non sono state ancora rese note:

"Si tratta comunque di attività di tipo assistenziale. È un affiancamento, quindi non ci saranno mansioni tipiche degli operatori sanitari. Per essere chiari si tratterà di attività di compagnia, intrattenimento o assistenza ai pasti. Quello, in buona sostanza, che fanno più o meno i nostri 600 volontari che sono qui nell'arco di un anno. "

ha spiegato Pigni. Berlusconi, che ai giudici del Tribunale di Sorveglianza ha proposto un suo impegno con gli anziani non autosufficienti, potrebbe occuparsi proprio di questo: l'Istituto ha infatti dato disponibilità proprio in quest'ambito, nonostante, spiega Pigni, l'impegno con persone non autosufficienti può risultare gravoso per una persona di oltre 70 anni.

La disponibilità della Fondazione è stata data al Tribunale tramite Caritas "per senso del dovere" e l'affidamento sarebbe confermato, anche se ancora il direttore generale non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale in tal senso. Sulla gestione del personaggio Pigni ha detto:

"Siamo molto speranzosi e fiduciosi perché conosciamo la potenza relazionale e la bellezza che c'è nelle nostre strutture e sappiamo che questa può essere importante per tutti. Io sono qui da poco più di due anni e ho fatto un esperienza umana incredibile. Siamo positivi. [...] Non diamo alcun giudizio, naturalmente, sull'operato dei giudici e siamo sicuri di riuscire a tutelare nel migliore dei modi tutte le parti in causa, soprattutto i nostri ospiti."

La positività dell'esperienza potrebbe essere dunque la molla utile a far passare "indenne" il tempo in affidamento ai servizi sociali, un'esperienza che sarà certamente al centro dell'attenzione mediatica delle grandi occasioni: la struttura tuttavia, che ha ingressi presidiati, sarà un impedimento logistico non da poco per gli operatori dell'informazione, a tutela così della privacy degli ospiti fissi dell'Istituto e del condannato Silvio Berlusconi.

Via | Vita

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