Elezioni Europee 2014, Slovenia: bassa affluenza e vittoria del centrodestra SDS

La crisi nel paese est europeo è iniziata nel 2013, e potrebbe avere pesanti conseguenze sul voto.

Aggiornamento 26 maggio ore 16.34 - Anche in Slovenia, come in tutta l'area mitteleuropea (fu est Europa), l'affluenza alle urne è stata decisamente bassa, attorno al 21%.

Vincitore è SDS, Slovenska demokratska stranka (24.60%), il partito di centrodestra che ha garantito ai popolari europei ben 5 seggi su 8.

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Slovenia: alle 11 affluenza all'8,29%

25 maggio 16.00: alle 11 di oggi, in Slovenia, si è presentato a votare l’8,29% degli elettori, in linea con quella di cinque anni fa e quella del 2004.

La Slovenia al voto in piena crisi

Le elezioni europee 2014 in Slovenia potrebbero far segnare dati di affluenza peggiori di quelli registrati nel 2009 e nel 2004, visto che c'è parecchia disaffezione nei confronti dell'Unione. La particolarità rispetto agli altri paesi è che la percentuale di coloro che nelle scorse europee si sono recati alle urne è già bassissima, circa il 28%. Una percentuale riservata, per così dire, al voto continentale, visto che alle ultime politiche l'affluenza registrata è stata del 60%.

La Slovenia non è quindi un paese che non va a votare, ma che più semplicemente non va a votare alle europee. Ma perché la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare? Il fatto è che nel paese est europeo la crisi ha iniziato a colpire nel 2013, portando con sé l'inevitabile austerity e la conseguente disaffezione nei confronti dell'Europa che di quell'austerity è sempre bandiera. Nonostante questo, non c'è un partito che raccoglie l'euroscetticismo, l'unico movimento populista e anti-Europa, il Partito Nazionale Sloveno, non dovrebbe andare oltre il 4%.

E questo perché gli euroscettici, in Slovenia, semplicemente non vanno a votare. Ma quali sono i partiti principali in Slovenia? Innanzitutto va detto che il paese si recherà alle urne il 25 maggio, come la stragrande maggioranza dei paesi dell'Unione e che si tratta di eleggere solo otto europarlamentari, uno in più della scorsa tornata. Si vota con un sistema proporzionale corretto col metodo D'Hondt, quindi senza soglie di sbarramento. In verità, potendosi eleggere solo otto deputati, la soglia di sbarramento va a crearsi da sé e a contendersi i seggi saranno solo due massimo tre partiti.

Il primo partito è Slovenia Positiva, partito di centrosinistra ma facente parte dei liberali dell'Alde che alle scorse politiche - quelle che hanno incoronato premier Alenka Bratušek, prima donna primo ministro slovacca - ha conquistato il 28,5% dei voti. Si tratta di un partito nuovo, nato nel 2011 proprio in occasione delle politiche e che è subito riuscito a conquistare la fiducia degli elettori. Segue il Partito Democratico Sloveno, che fa parte del Partito Popolare Europeo che nel 2011 ha conquistato circa il 26% dei voti. I Socialdemocratici in crisi tenteranno di agguantare almeno un seggio.

Tutto questo mentre il paese continua a cercare la via d'uscita dalla spirale negativa in cui è precipitato e che potrebbe anche portare al temutissimo aiuto dell'Europa. Temutissimo perché si sa che cosa bisogna sacrificare per ottenere gli aiuti economici: stipendi, pensioni e tutto quanto abbiamo visto accadere in Grecia. Un anno fa il paese aveva rifiutato gli aiuti, riuscendo anche a intraprendere la via migliore per cambiare le sue sorti. Scrive Europae

Lubiana sembra sulla via giusta per uscire dalla morsa della crisi economica. Ad affermarlo non sono solo il calo dei tassi di rendimento dei titolo di Stato, ma anche le parole del Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy. Il Presidente si è infatti recato in Slovenia per incontrare gli studenti universitari e soprattutto per discutere di alcuni punti con la premier Alenka Bratušek. Fra gli argomenti, la situazione economica slovena e più in generale europea: in rapporto al 2013 il clima è migliorato. Un anno fa, infatti, Lubiana aveva rifiutato gli aiuti europei, preferendo affrontare la crisi con strumenti nazionali. Le riforme proposte e quelle già attuate sono state promosse a pieni voti da Van Rompuy, che si è complimentato per il lavoro svolto, pur ricordando che è necessaria continuità politica e che sarà fondamentale non arrestare il processo di riforme cominciato.

Ma i complimenti dell'Europa non hanno fatto colpo sugli sloveni, il cui tasso di fiducia nei confronti dell'Unione Europea è inchiodato al 40%.

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