No Tav: Appello degli intellettuali per i 4 attivisti accusati di terrorismo

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Claudio Alberto, Nicolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi, i 4 No Tav accusati di "attentato con finalità terroristiche", hanno incassato il sostegno di intellettuali, artisti, giornalisti e associazioni. Due appelli stanno girando in rete a favore dei ragazzi arrestati il 9 dicembre del 2013. Il primo porta le firme, fra le altre, di Sabina Guzzanti, Cecilia Strada, Wu Ming, Guido Viale, Marco Aime, Valerio Mastrandrea e Vauro Senesi. Mentre il secondo viene dalla penna del romanziere e poeta Erri De Luca.

Entrambi i documenti, che potrete leggere integralmente sul sito notav.info, sono stati pubblicati in vista della manifestazione del prossimo 10 maggio, che si terrà vicino al Palazzo di Giustizia di Torino. L'appuntamento ha la finalità di protestare contro quello che viene descritto come un "processo politico".

Secondo quanto si legge dal primo appello, c'è una netta sproporzione tra i capi di imputazione e le azioni di resistenza che gli attivisti misero in atto la notte del 13 maggio 2013:

"Sono accusati di aver partecipato a una iniziativa durante la quale venne danneggiato un compressore. Cioè un oggetto inanimato. Una cosa, fatta di metallo e fili. Quella notte, non un poliziotto né tantomeno un operaio del cantiere TAV furono sfiorati, nemmeno alla lontana"

Per i firmatari appare grottesca l'accusa, rivolta da due Pm e un Gip ai quattro ragazzi, di aver tentato di "danneggiare l’immagine dell’Italia". Grottesca sì, ma "fondata", visto che si riferisce ad una norma specifica.

Secondo Guzzanti e gli altri, nasce da un esile (ma decisivo) appiglio nell’art. 270 sexies del codice penale, entrato in vigore nove anni fa dentro uno dei tanti pacchetti sicurezza. L'anno, guarda caso, in cui il movimento No Tav conseguiva la sua prima vittoria sul campo, riuscendo a bloccare i lavori per l'alta velocità. La norma sembra scritta apposta per mettere i bastoni fra le ruote alle comunità locali resistenti, tagliate fuori dalle scelte di palazzo. A tale riguardo, si legge dall'articolo 270 sexies:

"Sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto"

Dunque, saremmo in presenza di una vera e propria vendetta di Stato. Di tutt'altro avviso la ricostruzione degli investigatori. Secondo le indagini, infatti, gli attivisti con lanci di moltov e bengala avrebbero messo in pericolo la vita degli operai che lavorano di notte, che sarebbero stati costretti a ripararsi all'interno di un cunicolo.

Erri De Luca, già indagato per reato d'opinione dalla procura di Torino per "istigazione al sabotaggio della Tav in Val di Susa", ha definito l'accusa di terrorismo "oscena". Per questo motivo, lo scrittore invita ad andare in piazza a sostegno degli attivisti, quattro giorni prima dell'inzio del processo. E aggiunge:

"Una repressione su scala di massa è in corso a opera di un reparto della Procura di Torino che si occupa esclusivamente di reprimere la resistenza della Val Di Susa. Culmine di questo accanimento è l’ accusa di terrorismo ai danni di quattro persone che avrebbero danneggiato un macchinario. Proprio così e senza alcuna misura tra parola e cosa: quattro cittadini italiani sono imprigionati con incriminazioni alla Bin Laden per un danneggiamento"

Stefano Esposito, esponete del Partito Democratico e intransigente sostenitore della Tav, non smentisce la sua attitudine ad usare toni molto provocatori nei confronti del movimento valsusino. Per quanto concerne l'appello, ci ha tenuto a dire subito la sua: "L'appello "contro la vendetta di Stato", pubblicato sul sito notav.info e firmato da scrittori, intellettuali e giornalisti in vista della manifestazione del 10 maggio, non ha nulla a che vedere con il sacrosanto diritto di manifestare, ma assomiglia molto ad un incitamento all'odio" (Via Ansa).

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