Europee, Forza Italia verso il 15%. Chi salva il “Soldato Ryan” … Berlusconi?

Se la Corte di Strasburgo dà un forte dispiacere a Silvio Berlusconi perché rigetta un secondo ricorso contro la sua incandidabilità, i servizi sociali soft permettono al leader di Forza Italia di fare sentire tutto il proprio peso nella difficile campagna elettorale per le elezioni del 25 maggio.

b e r

Oggi alle 16 nella sede romana di San Lorenzo in Lucina l’ex premier presenta le liste ( stilate con la consulenza di Francesca Pascale, dicitur) del suo partito per le Europee, una squadra forte e competitiva secondo pochi aficionados dell’ex Cav, una accozzaglia di candidati impresentabili e da velo pietoso (leggi Clemente Mastella, la Mussolini ecc) e di basso profilo (leggi Iva Zanicchi, Simone Furlan, Gianpiero Samorì ecc), secondo i più.

Con i sondaggi che vedono Forza Italia in caduta libera – addirittura verso la catastrofe del 15% ! – la rimonta promessa da Berlusconi appare davvero una chimera. Ma, si sa, con il “Ghe pensi mi” in campo – leader dimezzato ma tutt’ora in grado di esprimere una potenza di tiro (non solo mediatica) unica – tutto è possibile, persino … l’impossibile.

Significativo anche il messaggio che lancia la campagna elettorale degli Azzurri: “Più Italia, meno Germania, L’austerità imposta dalla Germania ci ha portato alla recessione, Più Italia in Europa, meno Europa in Italia - Forza Italia Berlusconi – “, un mix di populismo fra Grillo e Renzi.

Anzi, lo spot sottintende la filosofia berlusconiana di sempre, quella cioè di incolpare gli “altri”. In Italia Follini, Fini, Casini, Alfano i “traditori” che hanno impedito a Berlusconi e ai suoi governi di fare l’annunciata “rivoluzione liberale”; in Europa colpa della Germania che ha imposto il bavaglio dell’austerità quando i ristoranti, gli hotel, gli aerei, le concessionarie di auto e moto erano pieni di clienti!

Ciò detto, in questa delicata situazione dove mai come stavolta le elezioni europee possono destabilizzare la situazione politica italiana, una eventuale (e più che possibile) debacle di Forza Italia preoccupa prima di tutti lo stesso premier Renzi. Semplicemente perché con Forza Italia verso il 15% (e con il M5S secondo partito) si comprometterebbe quel delicato equilibrio in Parlamento (e non solo) sancito dal patto del Nazareno e su cui regge lo stesso progetto riformatore di questo governo.

Ancora una volta ci soccorre la lucidità di Stefano Folli sul Sole 24 Ore: “ Può sembrare strano, ma è così. La politica italiana in questa fase è un mosaico delicato, guai a far saltare un singolo tassello. E infatti Beppe Grillo vede nel possibile crollo del partito berlusconiano l'occasione storica per destabilizzare il quadro generale e sostituirsi a Forza Italia come secondo polo. Sarebbe un risultato paradossale delle elezioni europee che non dovrebbero riguardare la politica interna. Ma stavolta tutto è diverso. Bastava sentir parlare Marine Le Pen, ieri sera a Otto e Mezzo, per capire che stavolta la campagna elettorale coinvolge tutti e avrà conseguenza per tutti”.

Chi salva il “soldato Ryan” Silvio Berlusconi?

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO