Forza Italia e l'esodo verso il Nuovo Centrodestra: ecco i senatori pronti a lasciare

Grandi manovre al Senato, dove in 15 potrebbero compiere il salto. Ma prima c'è da vedere che succederà alle europee.

Difficile che grandi cambiamenti si avvertiranno prima delle elezioni europee 2014, ma se il flop di Forza Italia nei sondaggi dovesse venire confermato anche nelle urne (ormai si parla apertamente di un partito che potrebbe restare sotto la soglia del 17/18%), ecco che il fuggi fuggi generale sarebbe inevitabile. Perché, d'altra parte, restare in un partito che non va oltre il suo leader nel momento in cui questo leader sta perdendo il suo appeal ogni giorno che passa?

E così, a partire dal 26 maggio, il Nuovo Centrodestra potrebbe fare il pieno di fuggitivi, soprattutto in quel di Palazzo Madama. Prima, però, c'è da vedere se il soggetto politico creato da Angelino Alfano sarà in grado di superare la soglia del 4%, perché fino a questo momento l'impressione è stata che il calo di consensi in Forza Italia non si sia assolutamente tramutato in un aumento delle percentuali per Ncd. E, anzi, sembra che i voti in uscita stiano andando nella direzione di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico (grande è la fascinazione che Matteo Renzi esercita sugli - ex? - elettori di Berlusconi) e in misura minore verso la Lega Nord, che è in fase di risalita.

D'altra parte, però, i senatori e i deputati (e più in generale la classe dirigente) non possono sperare di trovare un approdo in nessuno di questi partiti: l'unica scelta possibile resta quello di un Nuovo Centrodestra che potrebbe realisticamente prendere il ruolo che per vent'anni è stato di Forza Italia e del Pdl ma in misura, e con numeri, molto inferiori. Anche perché, per il momento, di nuovi Berlusconi proprio non se ne vedono all'orizzonte. Ma chi sarà allora a "tradire" il suo leader e a compiere il grande salto, chi imiterà la mossa a sorpresa di Paolo Bonaiuti?

Al momento, il nome più importante che circola è quello di Claudio Scajola. Ex uomo di riferimento di Forza Italia, un po' in ribasso negli ultimi anni a causa di uscite improvvide e di traversie giudiziarie (risoltesi con un'assoluzione). Scrive Repubblica:

Scajola non lo ammette apertamente ma si capisce che è a un passo dal divorzio: "A questo punto è chiaro che anche io prenderò presto le mie decisioni". Con il leader forzista non è riuscito nemmeno a parlare. Sembra che si sia negato ripetutamente al telefono e la pratica sia stata girata a Denis Verdini.

Altri potrebbero seguire, soprattutto a Palazzo Madama e soprattutto in quella pattuglia di senatori pugliesi e campani: Pietro Langella, Francesco Amoruso e Francesco Bruni. A lavorare sulla "campagna acquisti" sono Nunzia De Girolamo alla Camera e Maurizio Sacconi al Senato, dove addirittura in 15 potrebbero ingrossare le fila del Nuovo Centrodestra e blindare la maggioranza Pd-Ncd. Ma prima c'è da vedere il risultato del Nuovo Centrodestra (e di Forza Italia) alle europee. Se le cose non andassero come immaginato da Alfano, forse ben poco di tutto questo accadrà. D'altra parte, se mai il Ncd dovesse ottenere un grande risultato, ecco che il neonato partito potrebbe essere tentato dalle elezioni. E a quel punto dovrebbe iniziare a fare la voce grossa contro il Pd e Matteo Renzi.

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