Renzi, premier “furbino” e populista alla … Berlusconi?

Nell’uovo di Pasqua degli italiani la sorpresa (si fa per dire) è l’aumento della benzina, mangiandosi di fatto gran parte il regalino degli 80 euro promesso dal premier Renzi dalla busta paga di fine maggio.

ITALY-POLITICS-GOVERNMENT-CONFIDENCE

Siamo alla solita tiritera della coperta corta che se copre il viso lascia fuori i piedi? Dando a Cesare quel che è di Cesare è indubbio che il governo è in (gran) movimento, spinto dal piè veloce Matteo Renzi. Ma è un movimento simile al fante che segna il passo, muove le gambe pestando i piedi sullo stesso posto, o – se più aggrada – un girare a vuoto, con il rischio del celeberrimo aforisma di leniniana memoria: “Un passo avanti, due passi indietro”.

Insomma, in poche parole, il governo ci prova a smuovere le acque, ma i “ritocchini” sanno di cappottino rattoppato e rigirato, hanno il forte sapore rancido del solito populismo all’italiana, una minestra riscaldata, già scodellata nei 20 anni del berlusconismo.

I provvedimenti – alcuni giusti e benvenuti – sembrano confezionati solo per fare presa sull’elettorato, far crescere il consenso per il premier, portare voti al Pd, facendo terra bruciata attorno al nemico Grillo e all’alleato (esterno) Berlusconi. Quest’ultimo, “punito” con lo scappellotto leggero leggero dell’invio “dolce” ai servizi sociali, è già ridisceso in campo, lanciando in pompa magna la lista per le Europee, zeppa di impresentabili e di nullità.

Ma il Cav è il Cav anche da ex e fa il pieno sui media: ripreso per ben tre volte (testa, centro e coda) da Studio Aperto; 8 minuti in apertura per TG4, 7 per TG5, titoli e foto in prima pagina sui quotidiani.

A volte ritornano e Berlusconi si prepara così per il “colpaccio”: se Forza Italia passa la linea d’urto del 20% (comunque un flop!) Berlusconi griderà al nuovo “miracolo” condizionando ancora di più il premier Renzi, se sarà invece attorno al 15%, incolperà tutto e tutti, addio riforme, preparandosi alle elezioni politiche anticipate nella primavera 2015, con le regionali.

Dov’è, allora, Il cambiamento sbandierato dal premier? Nelle decine di auto blu vendute su eBay? Ieri a Rimini Susanna Camusso ha chiuso il congresso dei pensionati della Cgil riflettendo sul significato del “cambiamento”. “Noi abbiamo in mente tanti cambiamenti: cambiare le politiche di austerity, cambiare il mondo del lavoro, andare a scuola fino a 18 anni senza abbassare l’età. Ma attenzione: c’era una ministra (Fornero, ndr) che diceva che la sua riforma era un ‘cambiamento’, oggi stiamo discutendo su come cambiare quella legge. Per questo al governo, che oggi si fa maestro del cambiamento, chiediamo: come vogliamo cambiare? Introdurre contratti a termine e cancellare l’apprendistato non è un cambiamento, il vero cambiamento è creare lavoro”.

Un segnale che va oltre il buon senso. Lo coglierà Matteo Renzi?

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