Iran: Scongelati 450 milioni di dollari. Teheran rispetta accordo sul nucleare

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Nei giorni scorsi sono trapelati alcuni particolari dell'ultimo rapporto dell'Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aeia), che sta vigilando sul processo di diluizione dell'uranio arricchito in Iran. Secondo la relazione, Teheran starebbe rispettando i patti, ovvero procede nella neutralizzazione delle proprie scorte di uranio arricchito al 20% e non ne sta producendo di nuovo. Per questo motivo, il governo degli Usa ha deciso di sbloccare una prima parte dei fondi, circa 450 milioni di dollari. In questo modo l'economia del paese mediorientale ha preso decisamente fiato, dopo un lungo periodo di recessione.

E' del gennaio scorso la ratifica del primo accordo sul nucleare tra Iran e 5+1 (i governi di Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia e Germania). Da allora, nonostante qualche frizione, Barack Obama si è mostrato fermo nel mantenere fede agli impegni presi a Ginevra, al fine di scongiurare il rischio che Teheran possa dotarsi della bomba atomica. Fatto, lo ricordiamo, sempre negato dal presidente della Repubblica islamica, Hassan Rohani. La Casa Bianca ha saputo anche domare i malumori espressi da parte dell'establishment nordamericano, vicino alle posizioni oltranziste del premier israeliano Netanyahu.

Lo sblocco dei fondi ha parzialmente tacitato anche gli oppositori del primo ministro in carica, che non vedono di buon occhio un'alleanza con il "diavolo occidentale" . Decisivo, per Rohani, l'appoggio incassato dalla guida suprema, lo Ayatollah Alì Khamenei. Quest'ultimo, dopo una certa opposizione iniziale alla trattativa, ha molto ammorbidito le sue posizioni. Ora sostiene il dialogo, ma specifica costantemente che l'Iran non rinuncerà al nucleare a fini civili.

A maggio si potrebbe arrivare ad una bozza finale ed entro luglio, se l'Iran avrà superato tutti gli "esami", ci potrebbe essere un accordo definitivo. Sul tavolo rimangono ancora alcune questioni, come ad esempio quella delle 19 mila centrifughe di ultima generazione, presenti sul territorio iraniano, e quella del nuovo impiego che dovrebbe assumere il reattore ad acqua pesante di Arak.

Unica nota dolente, emersa dal rapporto della Aeia, è un ritardo della messa in funzione di un impianto di conversione. La prossima tappa per i negoziati porta la data del 13 maggio. In quell'occasione ci sarà un nuovo vertice, a Vienna, tra Iran e 5+1.

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