Sondaggi politici: cosa votano oggi gli elettori ex Pdl?

Oltre a Forza Italia (in crisi), in tanti guardano al Partito Democratico di Matteo Renzi.

I sondaggi politici non fanno che confermare come Forza Italia sia in picchiata. Dal 25% di qualche mese fa, il declino è proseguito inarrestabile, tanto che piano piano, settimana dopo settimana, il partito guidato da Berlusconi è arrivato al 16% circa. Un vero e proprio esodo di voti, causato dalla rinascita mancata di Forza Italia, dall'assenza di un programma che davvero rilanciasse quella "rivoluzione liberale" che è sempre rimasta lettera morta, dalle condanne e dal declino di Berlusconi e in parte anche dalla nascita del Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano.

Ma la scissione del Pdl che ha ridato vita a Forza Italia e che ha portato al battesimo di Ncd sembra essere solo in piccola parte la causa della crisi del partito guidato dall'ex Cavaliere. Lo dimostrano i numeri dei sondaggi politici, in cui il Nuovo Centrodestra non va mai oltre il 4% - e infatti per superare la soglia di sbarramento alle europee è stato necessario allearsi con l'Udc - e il fatto che la discesa nei sondaggi di Forza Italia non è iniziata con la scissione, ma più avanti, quando si è visto che il nuovo progetto non aveva in sé altri armi se non la martirizzazione di un Berlusconi sempre meno carismatico.

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E quindi, la domanda a cui il sondaggio Ixé trasmesso ad Agorà prova a rispondere è: cosa votano oggi gli elettori ex Pdl? Il 57% di coloro che avevano votato il Popolo delle Libertà "un anno fa" oggi è rimasto fedele a Forza Italia. Poco più della metà, quindi, ed è questa cifra a dare il senso di quanto sia considerevole il calo di un partito che ormai è stato stabilmente superato dal Movimento 5 Stelle. Va però detto che in questi numeri qualcosa non torna: se alle scorse politiche il Pdl ha preso il 22% dei voti circa e oggi i sondaggi Ixé lo danno al 16,8%, non è possibile che sia rimasto "fedele" a Berlusconi solo il 57% del suo elettorato. A meno che non ci sia stata una nuova iniezione di elettori che prima guardavano ad altri partiti, cosa che sembra abbastanza difficile.

La vera sorpresa si trova però guardando qual è il secondo partito che più si è giovato della crisi dell'ex Pdl: il Partito Democratico (11%). La cosa però non deve stupire più di tanto, visto che è da quando Matteo Renzi ha fatto la sua comparsa sulla scena nazionale che l'elettorato di centrodestra ha scoperto di avere una vera e propria passione per l'ex rottamatore. E quindi è facilmente immaginabile che, con l'arrivo di Renzi alla segreteria del partito, non pochi ex elettori Pdl abbiano deciso di guardare al Pd di colui che, per certi versi, è il vero erede di Berlusconi.

Subito dopo viene il Movimento 5 Stelle (9%). Altro elemento che potrebbe stupire, ma solo a un primo sguardo. Il M5S infatti è da tempo che si è fatto portatore di alcune battaglie (anti-equitalia, anti-euro, pro-partite iva) che sono state per lungo tempo punti di forza di Fi. E a questo si può anche aggiungere una certa dose di anarchismo e insofferenze alle regole che accomuna Berlusconi e Grillo e che esercita un forte richiamo alla "pancia dell'elettorato".

Il Nuovo Centrodestra porta via solo il 7% dell'elettorato dell'ex Pdl, mentre il restante dei voti che Alfano ha saputo conquistare probabilmente arrivano da quella galassia di centro che è in continuo movimento senza mai trovare un approdo. Se ci si pensa su, oggi il Ncd sarebbe in perfetta compagnia con quel Terzo Polo che doveva rilanciare il centro e di cui si sono invece perse le tracce. Infine, Fratelli d'Italia si è accaparrato il 6% dei voti dell'ex Pdl, sicuramente quella parte di elettorato che faceva riferimento alla scomparsa Alleanza Nazionale.

Italian Prime Minister Silvio Berlusconi

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