Erri De Luca e il processo "No Tav": rinvio a giudizio

«Per uno scrittore il reato di opinione è un onore», ha scritto De Luca su Facebook.

9 giugno 2014: dopo il primo rinvio dell'udienza preliminare, oggi arriva la notizia. Erri De Luca è stato rinviato a giudizio. Ciò significa che verrà processato per istigazione a delinquere. L'udienza inizierà il 28 gennaio 2015.

La decisione è stata presa dal gup di Torino Roberto Ruscello, che ha ritenuto valida la tesi del pm Andrea Padalino, secondo il quale

«Quell’intervista aveva la capacità di suscitare dei comportamenti, che poi in concreto si sono verificati. Un conto sono le opinioni su qualità e aspetti di un’opera, un altro dire che va sabotata e che il Tav non si farà. Inoltre bisogna anche tenere conto della personalità che fa determinate affermazione, della sua notorietà. Basta rileggersi l’intervista per capire il tenore di quelle parole».

Gianluca Vitale, difensore di De Luca, non nasconde l'amarezza:

«Pensavamo che le parole non dovevano essere processate. Oggi a Torino può succedere anche questo; vorrà dire che affronteremo il processo fino in fondo».

Anche lo scrittore ha commentato la decisione del giudice con un breve status su Facebook che non lascia spazio a dubbi:

«Mi processeranno a gennaio. Mi metteranno sul banco degli imputati e ci saprò stare. Vogliono censurare penalmente la libertà di parola. Processane uno per scoraggiarne cento: questa tecnica che si applica a me vuole ammutolire. E' un silenziatore e va disarmato».


Erri De Luca e il processo "No Tav": prima udienza

Il processo contro Erri De Luca, lo scrittore indagato per istigazione a delinquere in seguito ad alcune sue dichiarazioni di sostegno alla protesta No Tav, inizierà il 5 giugno.

De Luca aveva detto senza mezzi termini che

«la Tav va sabotata»

Naturalmente, lo scrittore aveva ampiamente motivato – in maniera, a giudizio del sottoscritto, assolutamente condivisibile – le proprie posizioni.

Ma la cosa non è bastata ad evitare la denuncia della Ltf, l'iscrizione nel registro degli indagati e quindi il processo.

Su Facebook, De Luca commentava così la questione, sottolineando come le sue parole, ammanettate fra virgolette a sostegno dell'indagine, erano del tutto congrue al suo pensiero.

«Da recidivo delle mie convinzioni dichiaro che va fermata, arrestata e pertanto sabotata».


Dopodiché, lo scrittore sottolineava con orgoglio di essere sotto accusa per un reato d'opinione (altro che istigazione a delinquere).


La questione andrà avanti, surrealmente.

Come surreale è l'accanimento terapeutico dei "Si Tav", ostinatamente legati all'immagine che loro stessi hanno costruito di quest'opera talmente indifferibile (a parole) da far si che governi di ogni colore abbiano militarizzato la Val di Susa; da far sì che si dimenticasse che la Torino-Lione(-Parigi) ad alta velocità per i passeggeri esiste già; da far sì che si marciasse non solo sulla pelle di un territorio ma addirittura sul buon senso, pur di sostenere che la Tav va fatta e basta.

Anche pensare che una grande opera sia da fare ad ogni costo, anche se fior di studi e considerazioni persino banali dimostrano il contrario, è una specie di "reato d'opinione". Contro la morale, contro il territorio di un paese da mettere in sicurezza (quella sì che è una grande opera), contro la logica e l'onestà intellettuale.

Erri De Luca, No Tav

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO