Il piano del governo Renzi per tagliare gli F35

Dimezzare l'ordine da 90 a 45, risparmiando miliardi di euro. Ma ci sono parecchi ostacoli da superare.

La questione F35 continua a tenere banco, viste le tantissime critiche sull'utilità (e qualità) effettiva degli aerei della Lockheed-Martin e visti soprattutto i tantissimi soldi che sono stati destinati a un'operazione ormai decisa da anni. E però ci sono ancora dei margini di manovra per provare a disdire una buona parte dei 90 F35 ordinati (già tagliati dal governo Monti, visto che in origine l'Italia ne doveva comprare 131); margini in cui il governo Renzi proverà a infilarsi per riuscire a evitare di dover comprare tutto il "pacchetto" promesso agli americani.

Il punto fondamentale è che l'acquisto di questi aerei non si decide tutto in una volta, ma deve affrontare vari passaggi: ogni lotto annuale deve essere approvato dal governo e dal Parlamento e la procedura inizia due anni prima dell'effettivo acquisto. A partire dal terzo anno, se si rinuncia, scattano invece le penali. Ed è per questo che l'ordine di 6 F35 per il 2014 non sarà modificato. A partire dal 2015, invece, è tutta un'altra storia.

Per cui l'idea del governo Renzi è quella di rallentare gli acquisti già previsti da qui al 2019 (arrivando a comprarne 29 invece di 40) e poi cancellare parecchi degli aerei ordinati. L'obiettivo finale è parecchio ambizioso: far scendere l'ordine complessivo da 90 a 45, pur sapendo quanto questo scontenterà gli Stati Uniti, lo Stato Maggiore dell'esercito e anche il Quirinale. Ma scontentando (e questo è un punto delicato) anche i lavoratori della fabbrica italiana che ha il compito di assemblare gli aerei, che si trova appena fuori Novara.

Fabbrica in cui si lavora per assemblare gli F35 italiani, ma anche quelli acquistati dal governo olandese (che, anche in questo caso, ha deciso di tagliare scendendo a 37 da 85) e in futuro anche quelli di Turchia e Israele. I dipendenti per il momento sono meno di duemila, ma dovrebbero aumentare. La cosa, però, dipende anche dal taglio degli F35, che potrebbe avere effetti negativi su occupazione e indotto.

Per il momento l'unica cosa sicura è che il prossimo lotto di acquisti scenderà da otto a cinque, entro l'estate poi usciranno le nuove linee guida che spiegheranno con maggiore precisione in che modo il governo intende ridurre la commessa senza far troppo arrabbiare gli alleati d'oltreoceano. Un punto sul quale si potrebbe insistere è anche quello della famosa rinuncia di Obama ad acquista l'elicottero della presidenza dalla Agusta-Westland: si potrebbe puntare sui "sensi di colpa" dell'amministrazione per provare ad ammorbidire la linea tenuta dalla Lockheed-Martin, che in caso di rinuncia potrebbe anche privare la fabbrica fuori Novara di importanti commesse.

Test Flight

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