L'intervista a Vanity Fair di Maria Elena Boschi

"La fede ispira anche il mio impegno politico, ma le scelte devono essere fatte rispettando le idee di tutti".

Parecchio gossip, ma ci sono spunti anche politici nell'intervista che Maria Elena Boschi ("la più giovane del team Renzi) ha concesso a Vanity Fair, soprattutto su tematiche che sono comunque legate all'universo femminile e che prendono spunto da quanto avvenuto in merito alla fecondazione eterologa e la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato ampie parte della contestata legge 40. Si parte dal desiderio di maternità, e si arriva a temi che coinvolgono la fede e la politica:

La fede ispira anche il mio impegno politico, ma le scelte devono essere fatte rispettando le idee di tutti, anche di coloro che non credono. Non stiamo parlando di leggi in astratto, parliamo di scelte che toccano profondamente la vita delle persone

E di conseguenza poco conta, o dovrebbe contare, il convincimento religioso personale quando si affrontano temi che coinvolgono la sfera privata della persona:

Ho diverse amiche della mia età, o poco più grandi di me, che fanno molta fatica a rimanere incinte. Alcune stanno provando la strada della fecondazione, sono andate in Spagna più volte con costi notevoli e spesso senza risultati. È un percorso doloroso, che non tutti si possono permettere. In Italia in alcune Regioni, come la Toscana, le strutture pubbliche consentono due o tre tentativi gratuiti. Bisognerebbe poter fare di più, aiutare di più

Inevitabile, vista la direzione dell'intervista, andare a toccare la questione aborto:

Anche in questo caso, penso che si potrebbe fare di più rispetto alla parte della legge che è stata poco o per nulla attuata. Mancano strutture che portino le donne a fare questa scelta sempre così lacerante in modo più consapevole, non dettato dalla disperazione, come avviene in troppi casi. Detto questo, non giudico chi decide di abortire, perché posso solo immaginare la difficoltà di quella scelta, ma io non potrei mai farlo

Non abortirebbe mai, ma consentirebbe a chi sente la necessità di farlo di poter compiere questa scelta. E la posizione sui matrimoni gay va nella stessa direzione, compresa la possibilità di adottare bambini:

Niente in contrario in linea teorica, però credo che troppo spesso si usi questo tema delle adozioni per far saltare il banco della discussione sulla parità dei diritti. Io sono per un approccio più moderato, che tenga conto di tutta la complessità del mondo “arcobaleno”. Cominciamo a riconoscere la parità tra coppie gay ed etero e poi, un passo alla volta, aspettiamo che il Paese sia davvero pronto ad accogliere le “nuove” famiglie

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