USA 2012: le reazioni dopo il primo dibattito

Obama Romney
Il primo dibattito presidenziale si è chiuso ed è il momento di tirare le somme. Sul fatto che Mitt Romney abbia vinto il primo round sono tutti d'accordo, commentatori, social network e sondaggi istantanei. Il più impietoso per il presidente è quello della CNN, che dà un gradimento del 67% a Romney. Ma da qui a giudicare questo dibattito come "game-changer" ce ne corre, e infatti nessuno in Usa si azzarda a dire che cambierà qualcosa nella corsa presidenziale: certo, il repubblicano è apparso in forma e sicuro di sé quanto Obama era sottotono e incerto, ma in quanto a contenuti, la sfida è finita in pareggio.

È vero che la forma conta molto, ma sui programmi entrambi i contendenti non hanno detto nulla di nuovo, anzi hanno detto molto poco. Romney è apparso fumoso sia sulla riforma fiscale che su quella dell'Obamacare, mentre il presidente ha difeso ciò che ha fatto ma non ha spiegato cosa ha intenzione di fare se sarà rieletto. In molti si aspettavano che Obama rivendicasse in maniera più decisa le sue scelte, anche impopolari, di questi quattro anni, invece si è limitato sul finale ad ammettere di non essere stato perfetto. Un'affermazione coraggiosa e di impatto, che però senza una difesa accorata delle scelte fatte rischia di passare per un'ammissione di debolezza.

In ogni caso, come sempre, è il post-dibattito a fare la differenza e a decidere chi, alla lunga, sarà considerato il vincitore. I democratici sanno bene che, più che la performance in sé, Obama potrà essere penalizzato dalle discussioni sulla sua sconfitta, e per questo già dalle ore successive al dibattito la parola d'ordine è portare l'attenzione dell'opinione pubblica sul "fact-check", passando al microscopio le affermazioni di Romney: sulla pagina Facebook del presidente è comparso da stamani un "3 cose da sapere sul dibattito", in cui si spiega che Romney vuole aumentare le tasse al ceto medio per tagliarle ai ricchi, che vuole trasformare Medicare in un sistema di voucher, e che in definitiva propone le stesse politiche che si sono rivelate fallimentari sotto Bush.

Dal canto suo, Romney può cantare vittoria e soprattutto riprendere ossigeno in attesa di vedere se i prossimi sondaggi lo daranno in crescita. In ogni caso ha ripreso la raccolta fondi, che negli ultimi giorni aveva conosciuto una battuta d'arresto. Ma più che altro i repubblicani lasciano che siano i commentatori e i comici a sottolineare la fiacca prestazione di Obama: il commento più cattivo è stato del comico Bill Maher, che su Twitter ha scritto "Obama ha bisogno del teleprompter", mettendo il dito su uno dei punti deboli del presidente, che è un eccellente oratore quando legge discorsi preparati ma quando deve parlare a braccio non è efficace.

Non è certo una novità, nel 2008 Obama aveva fatto bene solo nei dibattiti all'inizio delle primarie, quando in mezzo a una dozzina di candidati emergeva per ovvi motivi, ma nei successivi faccia a faccia sia con la Clinton che con McCain non aveva mai brillato. Ora ha due settimane per prepararsi, forte del fatto di non essere incappato in gaffe irreparabili. La settimana prossima tocca ai candidati vice: Joe Biden ha fama di essere un grande esperto di dibattiti, ma tenere testa al giovane Paul Ryan non sarà facile.

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