Il segreto di Stato, il governo Renzi e il Movimento 5 Stelle: chi ha ragione?

La desecretazione degli atti sulle stragi piace a tutti, ma non al M5S. Che però sembra prendere una cantonata.

Il governo Renzi ha deciso per la declassificazione degli atti relativi ai fatti di Ustica, Peteano, Italicus, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Gioia Tauro, stazione di Bologna e rapido 904. Il sottosegretario Minniti ne ha parlato come di una decisione che "considero un dovere nei confronti dei cittadini e dei familiari delle vittime di episodi che restano una macchia oscura nella nostra memoria comune. Con l'atto odierno trova concreta applicazione la legge 124/2007 in un aspetto rilevante come quello del riconoscimento degli archivi dell'intelligence come patrimonio a disposizione degli studiosi, del mondo dell'informazione e di tutti i cittadini". In ordine cronologico, arriveranno anche gli atti di tutte le altre oscure vicende del nostro paese.

Una mossa che è stata apprezzata da tutti, ma non dal Movimento 5 Stelle, visto che sul blog di Beppe Grillo è apparso un post a firma Nicola Biondo in cui si legge:

"Via il segreto dalle stragi"e tutti ci cascano. Ma "il golpista" del PD non sa di cosa sta parlando e meno che mai lo sa Repubblica: infatti il segreto di stato non è opponibile - per legge! - nelle inchieste sulle stragi. Non esistono carte riguardanti le stragi che siano state negate ai magistrati. Le carte di cui parla Renzi sono quindi desecretate e in molti casi già consultabili. Insomma siamo alla solita cinica televendita per dire "qualcosa di sinistra". Ovviamente il segreto di Stato esiste, ed è stato opposto - recentemente - nel processo per il rapimento di Abu Omar, uno degli ultimi esempi di servilismo e di svendita dell'interesse nazionale.

E ancora:

Quelle di cui parla Renzi sono tutte arrivate nelle mani dei Pm nell'ultimo ventennio e, pur svelando qualcosa di importante, non hanno certo portato alla verità. I colpevoli non sono stati trovati, anzi nell'ultimo processo per la strage di Brescia - che ha attinto a piene mani e liberamente agli archivi dei servizi e della Presidenza del Consiglio - gli indagati sono stati assolti. Mentre Piazza Fontana è ormai un caso chiuso e nulla al momento fa pensare ad una riapertura. E buona parte sono state acquisite dalle commissioni parlamentari di inchiesta ma poi messe in scatola e basterebbe rendere pubbliche quelle senza annunci falsi e roboanti. Le carte di cui parla Renzi sono quindi desecretate e in molti casi già consultabili.

Al di là del fatto che il punto non riguarda solo se questi atti possano portare alla riapertura del caso o se non si è riusciti ad arrivare a condanne, alcune delle cose scritte sembrano anche poco vere nel merito. Secondo Nicola Biondo il segreto non si può opporre per le stragi, delle stragi si sa già tutto e sono altri i segreti "veri". Che il segreto di stato non si possa opporre alla magistratura che procede per le stragi o per eversione è però vero solo da una ventina di anni, non di più. Prima, veniva opposto.

Inoltre, ciò che viene reso possibile dal decreto va oltre la possibilità di andare a cercare negli archivi documenti più o meno ben nascosti, perché la costituzione di un archivio nazionale rende questi consultabili da tutti gli studiosi, e non solo dalle varie commissioni o dai giudici più intraprendenti. Particolarmente polemico con il blogi di Beppe Grillo è Giornalettismo, che scrive:

Il ragionamento grillesco parte da una premessa per la quale quelle carte hanno importanza solo se possono portare alla condanna di qualcuno, dismettendo per comodo o per ignoranza l’enorme valore storico che conservano, sicuramente superiore a quello giudiziario anche qualora potessero ancora essere usate con efficacia in un procedimento giudiziario. La fregola di attaccare Renzi ha spinto di nuovo Grillo in fuorigioco, perché non è vero per niente che il decreto sia privo di valore e non è per niente vero che delle stragi si sappia già tutto, mentre è vero il contrario di quello che l’articolo afferma in conclusione, cioè che sono perfettamente noti i termini della collaborazione atlantica, del dispiegamento di armi nucleari nel nostro paese, perché quelle le hanno già desecretate gli americani e sono da tempo a disposizione degli studiosi.

Polemica affascinante, che riguarda non solo la possibilità di comprendere qualcosa di più sui segreti del nostro paese, ma soprattutto riguarda la trasparenza effettiva di alcune delle materie più oscure della storia recente: stragi, attentati, servizi segreti deviati e chi ne ha più ne metta. Sarà interessante, con il procedere delle cose, capire qualcosa di più sull'effettivo valore di questo decreto.

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