Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

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Italia, domina la corruzione. E’ fra i peggiori paesi del mondo a pari di Botswana, Uruguai, Bulgaria, lontani dai “paradisi” di Finlandia, Danimarca, Svezia, Nuova Zelanda. Maria Teresa Brassiolo (Trasparency Italia): “Il ministro Brunetta deve nominare un sottosegretario per la lotta alla corruzione”. Antonio Di Pietro: “Peggio della prima Repubblica”. Sandro Bondi: “Malapianta da estirpare”. Antonello Soro: “Riformare la politica”.

Il nostro commento

In Italia ingiustizia e corruzione vanno a braccetto. E’ così anche in altri paesi, i peggiori del mondo. La politica ha occupato le istituzioni. In parlamento non ci sono parlamentari responsabili in quanto eletti dal popolo: ci sono di fatto “dipendenti” nominati dal “ras” di turno. Non c’è più selezione della classe politica: solo cooptati e yes men. Dall’alto parte la mala pianta che si propaga ovunque e corrode lo stato e l’intera società. Bisogna recidere la collusione fra politica e affari. Far ritornare l’impegno politico un “servizio”. Troppi furbi e furbetti. La lotta alla corruzione non è solo un fatto di polizia, ma culturale e politico. Tangentopoli è archiviata ma la corruzione dilaga: quella spicciola, così come quella estesa a livello di sistema nei vari apparati statali e nella politica.

Huguette Labelle (Ong Transparency International): “Quando le istituzioni sono deboli, la spirale della corruzione esce fuori dal controllo con conseguenze terribili per la gente comune, per la giustizia e per l’uguaglianza della società”.

Antonio Di Pietro: “C’è corruzione ovunque. Ovvio, qui oramai c’è uno Stato dell’ingiustizia, non più uno stato di diritto, come dimostra prima il lodo Alfano, poi la riforma del Csm e adesso addirittura il Lodo Consolo per rendere irresponsabili anche i ministri. Se questo è l’esempio in alto, figuriamoci in basso”.

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