Barack Obama in Giappone: Abe arma l'esercito contro lo spauracchio Cina e Corea del Nord

Per la prima volta in 11 anni aumenteranno le spese militari di Tokyo. Abe è l'emblema di una politica chiaramente di destra.

La Cina da una parte, la Corea del Nord dall'altra rischiano di strozzare il Giappone. O forse è semplicemente un pretesto quello utilizzato dal premier Shinzo Abe, che sta facendo il possibile per reinterpretare la Costituzione (1947) di un Paese, il Giappone, che usciva dalla Seconda guerra mondiale sconfitto e prostrato e doveva accettare gli ordini dei vincitori. Tra cui, il più importante, quello di utilizzare le forze armate soltanto a scopo di autodifesa.

Abe ospita Barack Obama, il presidente di un'America che, nei decenni, è diventata la principale alleata dello Stato nipponico. Tanto da essere pure l'unica eccezione all'articolo 9 ("Il Giapppne rinuncia per sempre alla guerra per risolvere qualsiasi controversia, il ruolo delle forze armate è limitato all'autodifesa"): c'è stato infatti un trasferimento di tecnologia militare proprio tra Washington e Tokyo.

Il primo ministro giapponese, leader del Partito Liberal Democratico, vuole che il suo Paese si armi. Lo scorso dicembre ha annunciato un programma di riorganizzazione militare, compresa la redistribuzione geografica del personale, e un aumento del 5,5% della spesa in cinque anni, acquistando nuove attrezzature militari, aerei da caccia, sottomarini, veicoli anfibi e droni di sorveglianza. Il motivo? Avere un ruolo maggiore nelle missioni internazionali di pace e di cooperazione di difesa. Reinterpretare la Costituzione, appunto, perché Tokyo non ci sta più a fare da spettatore. Abe vuole poter difendere un alleato quando viene attaccato, ma non solo. Vuole rispondere prontamente a una eventuale invasione delle isole, minacciate in particolare dalla Cina.

Lo scorso primo aprile, Tokyo ha allentato le restrizioni sulle esportazioni di armi, in vigore da quasi mezzo secolo. Le nuove regole, però, si riferiscono principalmente ad attrezzature di difesa non letali, come i rilevatori di mine. Nel periodo 2014 - 2019, il Giappone ha stanziato 174,200 milioni di euro per la difesa, contro i 165,000 dei cinque anni precedenti. Anche riducendo la cifra di 4.940 milioni di euro in conformità al piano di riduzione dei costi, l'aumento di spesa passerebbe al 2,5% e sarebbe la prima volta in 11 anni che la spesa militare aumenta.

Questo governo ha chiaramente un'impronta di destra. Come confermano anche le visite di Abe al santuario Yasukuni, dove i giapponesi vanno a rendere omaggio ai 2,4 milioni di compatrioti morti in battaglia, ma dove sono seppelliti anche alcuni criminali di guerra. Sangtuario che per Cina e Corea del Sud è il simbolo del passato militarista del Paese asiatico. In occasione della festa di primavera di martedì scorso, il premier ha preferito evitare la visita - visto l'arrivo di Obama - inviando comunque un messaggio. Gli Stati Uniti, infatti, sono sempre stati particolarmente critici verso questa usanza del premier. E scontentare gli Usa non è conveniente a Tokyo.

Shinzo Abe

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