Riforme, si va avanti. Renzi a colloquio da Napolitano

Il ministro Boschi: "Avanti, anche senza Forza Italia". Il primo ministro Renzi a colloquio al Colle per chiarire sulle riforme

14.34 - E' durato circa un'ora l'incontro tra Matteo Renzi e Giorgio Napolitano, con il primo ministro a fare il punto sullo stato dell'arte delle riforme istituzionali. Non sono ancora emersi particolari dell'incontro ma rientrando a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha attraversato a piedi piazza Colonna ed è stato quasi assalito da passanti e turisti, cui ha dedicato qualche attimo prima di rientrare in ufficio.

Aggiornamento ore 11.22 - Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha lasciato Palazzo Chigi verso le ore 11 per salire al Colle a colloquio con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il presidente del Consiglio, congedato il premier ucraino Arseny Yatseniuk farà il punto sulle riforme, alla vigilia di una settimana decisiva per il ddl su Senato e Titolo V.

Riforme, si va avanti. Renzi convocato da Napolitano

Le prese di posizione ed il gioco forza da campagna elettorale di Forza Italia sulle riforme sembrano non spaventare l'esecutivo targato Matteo Renzi: gli affondi elettorali di Silvio Berlusconi infatti, nonchè i malpancisti democratici, sopiti ma sempre presenti nella maggioranza, hanno infatti ingarbugliato la matassa delle "riforme necessarie in tempi brevissimi", mettendo (almeno a parole) a rischio l'intero pacchetto.

Questi saranno probabilmente i temi che Matteo Renzi tratterà con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dal quale attende una convocazione entro poche ore: Renzi salirà al Colle non solo per illustrare i provvedimenti al vaglio del governo, ma anche e sopratutto per rassicurare il Presidente sull'andamenti dei lavori e sui destini degli stessi provvedimenti.

Da un lato le colombe renziane si danno un gran daffare per ricucire lo strappo (o apparente tale) dei forzisti: la messaggistica tra il primo ministro in persona ed il coordinatore di Forza Italia Denis Verdini fa oramai argomento a se tra gli addetti ai lavori, una sorta di mitologia moderna, ma il lavoro "sporco", in cui occorre infilare mani e piedi, sarebbe tutto in mano al ministro Maria Elena Boschi.

E' stata proprio il ministro Boschi infatti a chiarire la posizione del governo: si va avanti, con o senza Forza Italia. Insomma, il governo non ci sta ai nuovi diktat berlusconiani e risponde per le rime; sul tema è intervenuto anche il vicepresidente del PD, Debora Serracchiani:

"Noi non temiamo eventuali elezioni, siamo pronti ma mi chiedo a chi conviene andare a votare con un sistema, l'Italicum, che potrebbe rimescolare le carte."

Giovanni Toti, dal canto suo, smussa gli angoli e ridimensiona non solo la posizione di Forza Italia ma addirittura le parole del leader Silvio Berlusconi: riforme non a rischio, si può procedere. Per quanto possa valere.

Italian Premier Matteo Renzi Visits Milan

Insomma, sono parecchi i temi che saranno al centro del colloquio tra Napolitano e Renzi, temi cruciali e vitali per la sopravvivenza dell'esecutivo e, di conseguenza, per il varo delle riforme (elettorale in primis e del Senato in seconda battuta, alla quale è legata, lo ricordiamo, la carriera politica del capo del governo). Va detto chiaro che l'incontro di oggi tra il presidente della Repubblica e il premier rientra nella normale dialettica parlamentare ma altrettanto vero è che le preoccupazioni del Colle restano cocenti, anche perchè il Senato delle Autonomie proposto dal capo del governo non piace nemmeno a tutti i democratici, che sul tema annunciano battaglia schierandosi in parte sul dl proposto da Vannino Chiti, sul quale il M5s si è detto a favore.

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