Allarme Trasparency International: "Istituzioni Ue a rischio corruzione"

Parlamento UE
Transparency International è un'organizzazione non governativa, con sede a Berlino, che si occupa di corruzione. Il suo ultimo rapporto sulle istituzioni europee ci presenta una fotografia della Ue non proprio rassicurante. Poco trasparenti nei processi decisionali, fragili nei confronti delle lobby economiche ed esposti a conflitti di interessi, gli organismi dell'unione necessiterebbero di essere radicalmente riformati.

The Eu integrity System report è il primo studio sul rischio corruzione di dieci istituzioni della Ue ed ha l'obiettivo di informare cittadini su come possano venire influenzati i processi legislativi a Bruxelles. Secondo il rapporto stilato dalla Ong, le norme anti-corruzione non mancano. Tuttavia, il problema vero è un altro: il proliferare di una serie di pratiche consolidate che vanno nella direzione opposta rispetto a quella di una gestione trasparente.

Tra i vari moniti lanciati da Trasparency International, evidenziamo quello presente a pagina 10 del rapporto: "Il Parlamento europeo, la Commissione e il Consiglio dovrebbero registrare e divulgare tutti gli input ricevuti da rappresentanti di gruppi di interesse per progetti politici, leggi e emendamenti". A tale riguardo, si evidenzia che a Bruxelles sono presenti 150 mila lobbisti, stipendiati da multinazionali e organizzazioni di vario genere, che incontrano i legislatori durante la fase di elaborazione delle norme. E, dato preoccupante, non c'è nessun meccanismo che obblighi alla divulgazione di questi incontri, che renda note le proposte e gli emendamenti su cui i rappresentanti delle istituzioni europee ricevono "pressioni esterne".

In molte deliberazioni, poi, sia il Consiglio che la Commissione seguono il principio della "porta chiusa". Decisioni molto importanti, che riguardano i cittadini della Ue, non vengono discusse pubblicamente e sono prese in "stanze segrete". Un esempio calzante di ciò, aggiungiamo noi, è il TTIP (Accordo di Partenariato Transatlantico tra Usa e Ue). Tale provvedimento potrebbe avere degli effetti sull'economia, la salute e il welfare dei vari paesi della Ue, eppure se ne sa poco o nulla.

Altre mancanze gravi, registrate dalla Ong, sono i pochi controlli (da parte della Commissione) sull'affidamento di appalti pubblici alle imprese, le scarse verifiche su possibili conflitti di interesse dei membri del Parlamento, il passaggio poco trasparente da funzioni pubbliche a funzioni private di chi ricopre ruoli di responsabilità in Europa. Il rapporto, inoltre, non manca di evidenziare come, a causa della carenza di controlli, si siano verificati già alcuni allarmanti scandali. Come quello riguardante l'ex Commissario per la salute e la politica dei consumatori, il maltese John Dalli. Quest'ultimo è stato accusato di essere stato corrotto da parte di alcune industrie del tabacco.

Ovviamente questo quadro, secondo la Ong, finisce per favorire la sfiducia dei cittadini e l'aumento di consenso per le forze euroscettiche: "Quando la fiducia nella UE è a un minimo storico, e l'euroscetticismo è in aumento, è allarmante vedere che il Parlamento europeo non riconosce né il valore della cooperazione con la società civile, né le sue carenze legislative in merito al miglioramento dell'integrità del sistema Ue".

Carl Dolan, direttore dell’ufficio di Bruxelles di Transparency International, ha pubblicato un articolo sul The Guardian il 24 aprile scorso. Ivi, nel presentare lo studio della sua organizzazione, ha rimarcato l'importanza delle prossime elezioni europee 2014. Un'occasione fondamentale per dare inizio ad un piano di riforme incisive per la Ue in materia di corruzione.

Secondo Dolan non possono essere più messe tra parentesi la sfiducia generalizzata nei confronti di Bruxelles (il 70 % degli elettori è convinta che la Ue sia corrotta). E per rispondere a questo scollamento tra cittadini e istituzioni non sono più ammessi continui rinvii sulle riforme. Tanto meno ci si può aggrappare a giustificazioni del tipo: "le istituzioni dell'Unione europea non sono peggiori delle amministrazioni nazionali". Ciò non fa che accrescere l'ostilità nei confronti della Ue e pone le basi per un affossamento del suo progetto originario.

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