Rottamazione politica, pro e contro. Basta con i trentenni "inventati"! Torna la generazione pre-reality?

A volte, anzi spesso, destra e sinistra si toccano, dicono le stesse cose. Come sulla (stucchevole?) diatriba fra rottamatori e conservatori riguardo al rinnovamento o meno dei gruppi dirigenti in politica. Un dato è inequivocabile, oggi la politica è osteggiata e lontana dai cittadini, i dirigenti di partito – poche le eccezioni - hanno un livello politico-culturale (ed etico) estremamente basso.

Flavia Perina, giornalista e parlamentare di destra, scrive: “Altro che rottamazione! Tra un po’ i partiti dovranno richiamare in servizio i sessantenni e forse anche i settantenni, la generazione pre-reality, l’ultima estranea all’effetto X Factor che domina da anni la selezione delle presunte classi dirigenti. Senza di loro sarà impossibile persino riempire le liste elettorali perché si è scoperto che dietro i leader e i vice leader non c’è niente di presentabile ai cittadini. … Oggi alle spalle dei Bersani e degli Alfano, dei La Russa e dei Di Pietro ci sono soltanto loro ma risultano inutilizzabili. Non hanno idee, non sanno parlare, devono leggere sul “gobbo” pure per annunciare l’inizio dei saldi”. Bisogna briffarli per mandarli in tv”.

Da sinistra, ecco Asor Rosa: “La politica da molto tempo si è arresa alla “classe interstiziale”, quella che riempie freneticamente oltre ai consigli regionali gli outlet, inonda le autostrade di Suv, aspira a una visibilità da ottenere con qualsiasi mezzo e non teme né il grottesco né l’osceno”. Chi sono? Risponde la Perina: “Sono i trentenni rampanti, che con i loro curricula vuoti si sono arrampicati fino alle seconde o terze file dei partiti e le hanno totalmente colonizzate”.

Il caso di Roma è lampante, ma è così ovunque e in tutti i partiti, nessuno escluso. Dietro ai leader sgomita e spinge una schiera di trentenni d’assalto, senza nessuna esperienza politica, senza alcun rapporto con la gente reale, senza cultura né carisma. Carrieristi professionali di bassa lega, capaci di strumentalizzare tutto e tutti usando ogni mezzo lecito e illecito (grazie alle faide interne ai partiti) pur di dare l’assalto alle cariche, dai partiti alle istituzioni: per il potere e per i soldi.

Spetta ai cittadini – iscritti ai partiti e agli elettori- e non alla magistratura, cacciarli via. A pedate.

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