Primarie PD - Renzi minaccia l'addio

Proprio non gli sono piaciute le regole volute dalla nomenklatura del Pd per le primarie del centrosinistra. E adesso Renzi minaccia di mollare tutto. "Se sono primarie col trucco tanto vale stare a casa", avrebbe detto il sindaco di Firenze ai suoi secondo la ricostruzione di Repubblica. E un po' si capisce la rabbia del 'rottamatore'.

Mettetevi nei suoi panni: sono anni che la sua scalata al partito si basa sul raccattare voti dappertutto tranne che a sinistra. E nell'ultimo periodo l'ha anche detto esplicitamente: "Punto ai delusi del Pdl". E allora Bersani e i suoi che fanno? Un albo degli elettori, pubblico, per giunta. Un modo perfetto per scoraggiare gli infiltrati, che però sono proprio gli elettori su cui Renzi punta per avere successo. E allora tanto vale mollare tutto...

Del resto ieri mattina presto si è sfiorata la rottura totale e una scissione nei fatti. Renzi infatti aveva confidato ad alcuni dei suoi la volontà di ritirarsi. Lo strappo del sindaco sarebbe stata una bomba per il Partito democratico e per le sue chanche di vittoria alle prossime elezioni. Ma nel corso della giornata la trattativa a distanza è ripresa, i toni sono diventati più distesi e il percorso meno complicato.

Bersani - di fatto - le regole le ha scelte e se Renzi decidesse davvero (ma è possibile?) di ritirarsi avrebbe la strada spianata. Già, ma spianata verso una vittoria che non conterebbe nulla e che potrebbe sfasciare il partito. E infatti il segretario del Pd non sembra per niente contento:

«Sono molto preoccupato », dice Bersani. Non tanto per l’offensiva renziana, ma per le spinte dei suoi sostenitori. Ha ricevuto nelle ultime ore, per esempio, una telefonata del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, famoso per i modi alquanto diretti e decisi, alcuni dicono dittatoriali. «Se quello continua così, i miei all’assemblea voteranno contro la deroga che consente a Renzi di partecipare. Vediamo come finisce, poi», è stata la minaccia del bersaniano De Luca. Che vale quasi più per il segretario che per il Rottamatore.

Ecco, votare contro la deroga sarebbe il modo migliore per far saltare tutto per aria. A quanto pare, però, nelle ultime ore ci sarebbe un piccolo riavvicinamento. E d'altra parte una tregua tra i due è l'unica possibilità sensata per il Pd tutto. Le prime concessioni arrivano proprio da Renzi:

"Facciamo l’albo degli elettori, mi va bene. Siamo favorevoli anche al fatto che gli elenchi siano pubblici, va bene anche il doppio turno, ma la pre-registrazione no. Una regola che restringe il campo dei partecipanti e impedire a chi ieri ha votato Berlusconi di poter votare alle primarie del Pd è un capolavoro del tafazzismo”.

Beh, ma c'è comunque l'albo degli elettori, no? A quanto pare però per Renzi la questione è più sottile, e riguarda l'eccessivo impegno che la preregistrazione richiederebbe (e in effetti...):

"Con la pre-registrazione non solo vai a fare la coda la domenica ma devi andare la domenica prima a pre-registrarti per dire che la domenica dopo vai a votare”

Più che altro, questa regola sembra immotivata (oltre che scomoda), se già c'è l'albo degli elettori che ti devi pre-registrare a fare? Adesso si resta in attesa di Bersani. Ma certo le richieste di Renzi non sono insensate.

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO