Pdl allo sbando: Berlusconi e la tentazione di rottamare (o lasciare?) il partito

Il Giornale
Cosa vuole fare Berlusconi? È la domanda del giorno, e a quanto pare il caos regna anche nella redazione de Il Giornale, che si è reso protagonista del curioso cambio di rotta che vedete nell'immagine. Chi ha acquistato la prima edizione di stamani del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, ha trovato il titolo-shock "Berlusconi lascia il Pdl". Chi invece è stato meno mattiniero nell'andare in edicola ha trovato il più cauto "Berlusconi rottama il Pdl". Cos'è successo? Qualche telefonata in redazione? Oppure neanche nel giornale di famiglia hanno capito cosa ha in mente il Cavaliere?

Finora la situazione è questa: Berlusconi avrebbe dato il via libera al piano "reset" che prevede di azzerare tutte le cariche del Pdl e avviare una rifondazione, che potrebbe passare anche per un cambio di nome e simbolo. Il tutto culminerà nell'assemblea straordinaria del 2 dicembre, lo stesso giorno del secondo turno delle primarie PD, tanto per non fare da spettatori. Tutto chiaro, allora? No, ed è forse anche questo il motivo del repentino cambio di titolo. Se da un lato Berlusconi ha dato l'ok ad Alfano, dall'altro ancora non è del tutto convinto dall'idea di "salvare" il Pdl, né dal dover aspettare fino a dicembre, visto che i sondaggi danno il partito in emorragia di voti ogni settimana che passa.

Allora ecco l'idea di lanciare in due settimane un nuovo soggetto politico, buttando alle ortiche il Pdl e lasciando liberi gli ex-An, che ormai hanno già un piede fuori dalla porta. Una decisione radicale, che avverrebbe alla vigilia dell'importante voto regionale in Sicilia, dove il candidato Pdl Musumeci è testa a testa con Crocetta e potrebbe diventare presidente. Una vittoria in Sicilia darebbe slancio al nuovo progetto di Berlusconi, ma il tempo stringe e negli ultimi mesi il Cavaliere si è reso già protagonista di numerosi passi indietro rispetto alle idee che aveva lanciato (ricordate il semipresidenzialismo?). In più resta l'incognita della nuova legge elettorale: se premierà il partito, bisognerà salvaguardare l'unità del Pdl, viceversa si potrà pensare allo spacchettamento con la fuoriuscita degli ex-An.

Ex-An che in questi giorni hanno trovato una nuova guida nel sindaco Alemanno, che si propone come il vero rottamatore del partito e annuncia la sua ricandidatura (ora che è sicuro di non trovarsi Nicola Zingaretti come avversario) ma dice anche di non volere la lista Pdl a Roma. "Non sarebbe opportuno presentarsi, almeno su Roma, con la lista Pdl" ha dichiarato a SkyTg24, e quel'"almeno su Roma" può essere tanto un tentativo di conciliazione quanto una minaccia, perché è chiaro che se non riceveranno risposta le sue richieste di primarie a tutti i livelli e di rinnovamento del partito, lui e un buon manipolo di sodali lasceranno definitivamente (loro sì) il Pdl.

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