Silvio Berlusconi gioca al “più uno” su pensioni e … cani

Ci risiamo con il gioco del “più uno”, con il populismo Made in Italy che cresce fin quasi ad esplodere a mano a mano che si avvicina la data del voto, stavolta quello del 25 maggio per le Europee.

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Imbattibile, come sempre, resta Silvio Berlusconi che per stoppare Renzi da una parte e Grillo dall’altra e risollevare le sorti di Forza Italia spara la carta dell’aumento delle pensioni: “Tutti i pensionati devono percepire una pensione che parta dagli 800 euro al mese”.

Come scrive Francesco Cramer su Il Giornale: “Anziani, animali e affetti. È un Berlusconi intimo quello che va in onda a Domenica Live, ospite di Barbara D'Urso. Il target è quello giusto e il Cavaliere, abilissimo uomo marketing, pigia su tasti sensibili”. Ecco, appunto, i tasti sensibili.

Ultimo, per ora, è quello relativo ai cani abbandonati. “In Italia – dice l’ex premier a Domenica live - abbiamo 150 mila cani nei canili comunali, sono 150 mila prigionieri e allora uno dei settori dei nostri club si deve interessare di questa cosa e ogni club ha il mandato di cercare un papà e una mamma per i cani che sono in prigione e potremo addirittura arrivare a svuotare i canili comunali che costano alla comunità 260 milioni di euro all'anno. Se riusciremo nell'impresa avremo anche fatto contente 150 mila famiglie”.

Impegno doveroso ed encomiabile o il solito trucchetto per accalappiare voti come ai bei tempi del milione di posti di lavoro in più? Fatto sta che nel ventennio della seconda Repubblica i governi di Berlusconi poco o nulla hanno fatto per i pensionati e per … i cani.

In questa corsa e rincorsa al populismo e alla demagogia Silvio Berlusconi è in buona compagnia. Un tema caldo quale quello della trasparenza nel rapporto fra Stato e cittadini viene sbandierato da più parti, a cominciare da Palazzo Chigi e dal premier Matteo Renzi.

Che dire del cosiddetto “spesometro”? Bene se è davvero un'arma contro l'evasione fiscale, male se si risolve in un ulteriore strumento di vessazione del cittadino onesto.

“Tanto più – scrive Stefano Folli sul Sole 24 Ore - che i mezzi per "tracciare" gli acquisti esistono già e sono numerosi. Finora a quanto pare hanno funzionato poco, se si desidera introdurre quest'altro livello di controllo a carico di chi spende più di 3600 euro. Duplicare le funzioni è costoso e rischia di tradursi in una mossa solo mediatica”.

Già. Ma la corsa alla mossa mediatica è solo all’inizio. Da qui al 25 maggio ne vedremo delle balle. E dopo?

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