Chi è Nigel Farage, il leader dell'Ukip


Il partito euroscettico United Kingdom Independence Party (Ukip) potrebbe raggiungere un'affermazione così larga alle prossime elezioni europee 2014 da mettere radicalmente in discussione gli equilibri politici in Gran Bretagna. La maggior parte dei sondaggi lo danno al secondo posto con più del 27% dei voti, sopra i tories del premier David Camoeron. Girano, però, anche altre rilevazione più ottimistiche, come quella di YouGov, pubblicata la scorsa settimana dal Sunday Times. In questo caso l'Ukip viene stimato al 31%, al primo posto sopra i laburisti.

Ma chi è il leader dell'Ukip? E qual è la sua visione politica? Vi presentiamo Nigel Farage, l'uomo che ha fatto diventare un piccolo partito di nicchia ultraconservatore e antieuropeista il protagonista della scena politica britannica.
Nigel Farage Speech At UKIP Public Meeting In Basingstoke

Biografia


Classe 1964, Farage si è sposato due volte e ha quattro figli. Da giovane frequenta una scuola pubblica a sud di Londra, Dulwich College, ma non si iscrive all'università. A partire dal 1982 si dedica al brokeraggio di merci, inizialmente con la banca d'affari americana Drexel Burnham Lambert (fallita nel febbraio 1990). Successivamente lavora con Credit Lyonnais Rouse, Refco e Natexis Metals.

Milita nel partito conservatore fino al 1992, quando decide di uscirne a causa della ratifica del Trattato di Maastricht: mossa che porrà le basi per la sua fortuna politica venti anni più tardi. Decide così di fondare l'Ukip, che ottiene alle elezioni europee del 1999 il 7% dei voti.

La svolta arriva nel 2006, quando diventa leader del partito. Forti malumori sull'Unione Europea incominciano a diffondersi nel paese e Farage con il suo stile provocatorio e diretto ne approfitta. Nel 2009, infatti, il suo partito ottiene un risultato straordinario: si piazza al secondo posto dietro ai conservatori, con più del 15% dei consensi. Tuttavia, qualche mese dopo Farage si dimette, determinato ad ottenere il posto di Speaker della Camera dei Comuni alle elezioni generali del 2010. L'operazione, però, non va a buon fine.

Nel 2010 rimane ferito in un incidente aereo nel Northamptonshire. Sulla stampa britannica e su vari blog inglesi incomincia a circolare la voce che l'incidente sia stato in realtà un attentato rivolto contro la sua persona, al fine di impedirgli di proseguire la sua attività politica. L'episodio rimane avvolto nel mistero, ma quello che più conta è che il politico britannico riuscirà a giocarlo a suo favore, accrescendo notevolmente la sua notorietà.

Sempre nel 2010, Farage riconquista la leadership del partito e nel 2013 l'Ukip ottiene alle elezioni locali il suo miglior risultato di sempre: il 23% dei consensi (contro il 25% del Partito Conservatore e il 29% del Labour).

Visione politica sull'Unione Europea e sintonia con Grillo


Nel 2009, Farage diventa co-presidente del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia (Efd) e da allora le sue battaglie contro la burocrazia di Bruxelles avranno grande rilievo internazionale. Della sua intraprendenza se ne accorgono Grillo e Casaleggio, che il 5 agosto 2013 decidono di pubblicare sul blog del leader del Movimento 5 Stelle un'intervista al politico inglese.

La sintonia con i 5 stelle si consolida, visto che lo stesso Farage, in un'intervista diffusa su YouTube, dichiara di aver molto apprezzato l'idea di Grillo di proporre un referendum sulla permanenza dell'Italia in Europa. Ed ha anche aggiunto che gli piacerebbe una collaborazione con i pentastellati al Parlamento europeo.

L'Ukip è stato un precursore dell'euroscetticismo, anche se pone l'accento della sua propaganda politica sull'autonomia della Gran Bretagna rispetto alla Ue e non sulla lotta all'austerity. A tale proposito, non sono mancate, da parte di Farage, accuse pesanti verso la Troika. Ue, Bce e Fmi, secondo il politico inglese, starebbero apertamente violando la sovranità delle nazioni europee. Il leader dell'Ukip, inoltre, non ha lesinato critiche al governo tedesco: "I tedeschi sono i tesorieri e adesso prendono le decisioni; viviamo in un’Europa dominata dalla Germania".

Sull'immigrazione comunitaria ed extra comunitaria, Farage ha posizioni molto simili a quelle della nostra Lega Nord. E' favorevole a forti restrizioni sulla libera circolazione e spesso paventa il rischio di "un'invasione" di stranieri, che provocherebbe disoccupazione per i lavoratori inglesi, buttando giù i salari. Inoltre l'Ukip sostiene che gli immigrati abbiano un accesso troppo facilitato ai benefici del welfare. L'immigrazione, dunque, è uno dei cavalli di battaglia del partito euroscettico ed è cruciale nella sua campagna elettorale per le europee, da molti giudicata allarmista e xenofoba.

Farage è stato protagonista di numerose polemiche al Parlamento di Bruxelles. La più famosa è quella del 2011, quando ha definito il carisma presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, "pari a quello di uno straccio bagnato". Secondo il leader dell'Ukip, Van Rompuy non avrebbe alcuna autorità perché si trova a rappresentare 500 milioni di persone senza essere stato eletto da nessuno.

Non sono mancate polemiche anche con il premier spagnolo, Mariano Rajoy (dopo la manovra di aiuti al sistema bancario) e con il governo di Atene (accusato di portare la Grecia, su mandato della Troika, a condizioni simili a quelle di un paese del Terzo Mondo).

Farage ha deciso di non aderire al progetto di Marine Le Pen di Alleanza Europea per la Libertà. Pur avendo posizioni molto simili a quelle del Front National francese e alla Fpo austriaca, l'Ukip ha scelto di non associarsi ad un gruppo di partiti di "destra continentale", eredi del neofascismo. Inoltre, Farage sa benissimo che l'elettorato conservatore inglese non avrebbe accettato di buon grado il protagonismo della francese Le Pen.

Cameron teme molto il consenso accumulato dal suo avversario ultraconservatore. Per questo motivo, ha recentemente presentato le sue 7 condizioni per rimanere nella Ue. Ivi ha riproposto molti dei contenuti propagandati dall'Ukip: innalzamento dei controlli per contenere l’immigrazione, rafforzamento dei poteri per i parlamenti nazionali, business libero dall’interferenza eccessiva dell’Unione, più autonomia per la polizia e i tribunali nei confronti della Corte europea dei diritti dell’uomo, abolizione del principio di un’unione sempre più forte tra i Paesi membri. Cameron, però, ha lasciato la porta aperta all'Unione Europea perché, a differenza dell'Ukip, non può scontentare un certo elettorato progressista e alcune fasce del business inglese.

Il manifesto del premier non ha prodotto grandi risultati nei sondaggi per ora. L'Ukip continua a guadagnare punti, anche grazie ai finanziamenti del tycoon, Paul Sykes. Quest’ultimo è un noto businessiman, ex sostenitore dei Tory di Margaret Thatcher, ora diventato nemico giurato dell’Unione Europea.

La politica interna: Farage leader di un Tea Party inglese?


UKIP Annual Spring Conference 2014

Farage, sulla politica fiscale, pare aver fatto propri i programmi sostenuti dal movimento liberista e conservatore americano Tea Party. E' favorevole, infatti, a decisi tagli delle imposte sulle imprese e vorrebbe abolire la tassa di successione (che genera 3 miliardi di sterline l'anno per le casse dello Stato).

L'Ukip vuole riordinare anche il sistema sanitario. L'idea del partito di Farage è quella di tagliare drasticamente il Dipartimento della Sanità e di puntare su una gestione delle risorse a livello locale. Inoltre è favorevole ad un incremento di spesa per la Difesa e si oppone alle politiche di green economy, negando gli impatti negativi del riscaldamento globale.

Il leader dell'Ukip, infine, si è detto favorevole alle unioni civili ma non ai matrimoni omosessuali. Tuttavia non mancano prese di posizione omofobe all'interno del partito indipendentista. Hanno fatto molto discutere, a tale proposito, le dichiarazioni di David Silvester, un consigliere comunale. Silvester ha sostenuto che le alluvioni in Inghilterra sono il risultato del castigo divino per l’approvazione della legge sui matrimoni gay, voluta da Cameron: “Le sacre scritture dicono palesemente che quando una nazione cristiana agisce contro il messaggio del vangelo verrà colpita da calamità naturali“.

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