USA 2012: per i democratici Romney ha mentito, ma Obama dov'era?

Dibattito Obama Romney
Il primo dibattito presidenziale, e il suo esito, continuano a far discutere in America, e sarà così almeno fino al prossimo match del 16 ottobre, perché difficilmente il dibattito tra candidati alla vicepresidenza di giovedì prossimo otterrà la stessa eco. Romney ha vinto il dibattito, almeno nella forma, su questo condividono analisti e semplici osservatori, e alla fine anche la campagna di Obama ha dovuto ammetterlo in un certo senso. Un comunicato stampa dello staff del presidente accusa Romney di aver figurato bene perché ha evitato di rispondere e ha mentito almeno 12 volte durante il dibattito.

In particolare, Romney è stato impreciso nello spiegare il suo piano fiscale e come intende creare 12 milioni di posti di lavoro in quattro anni, e avrebbe mentito nelle sue accuse a Obama riguardo l'aumento del deficit e la riforma sanitaria. In realtà tutte le affermazioni dei due candidati sono state passate al microscopio dalla rete e dai giornalisti: nessuno dei due ha detto falsità palesi, anche se Romney è quello che ci è andato più vicino, ma il punto è un altro: se davvero Romney ha mentito, perché Obama glielo ha permesso senza intervenire, anziché rilasciare comunicati stampa a dibattito concluso?

Secondo gli analisti statunitensi, Romney è andato molto vicino a mentire quando ha detto "sei studi provano che non è vero che intendo aumentare le tasse al ceto medio": si tratta di una affermazione quantomeno imprecisa perché intanto non si tratta solo di studi, ma anche di editoriali e articoli di giornale, uno dei quali scritto da un collaboratore di Romney, e di due analisi di un think tank conservatore. E comunque nessuno di questi studi esclude l'aumento di tasse. Ma l'inesattezza più grande riguarda Medicare. Romney ha detto "ObamaCare ha creato un comitato non eletto che dice alle persone che tipo di cure potranno avere": questo non è vero poiché il Medicare board creato da Obama non ha il potere di tagliare le cure, ma solo di mantenere i costi entro il budget.

Ma anche Obama, seppure in misura minore, ha detto cose che sono state considerate almeno parzialmente false o imprecise. L'accusa a Romney di voler tagliare 5 trilioni di tasse non è del tutto precisa, perché è vero che il repubblicano intende ridurre le aliquote del 20% (con un taglio appunto di 5 trilioni), ma lo stesso piano prevede di rientrare di una somma pari o simile attraverso una riforma delle deduzioni fiscali. Altrettanto impreciso è stato Obama anche nel difendere le proprie politiche fiscali. Ha detto "Ho un piano specifico per abbassare il deficit di 4 trilioni". Questo è vero solo in parte: 1 trilione è già stato stanziato lo scorso anno, quindi non è corretto metterlo in conto anche per il futuro, ma soprattutto un altro trilione (o poco meno) deriva dalla fine delle missioni in Iraq e Afghanistan; ma poiché la fine di quelle missioni era già in programma da anni, quei soldi non sarebbero comunque stati spesi.

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