Festival di Ferrara 2012: in diretta #inf12. E' un errore non ascoltare quel che dicono gli italiani attraverso Grillo. Esprimono disagio, ci vogliono risposte

Corrado Formigli introduce forse uno degli incontri più interessanti di questa prima giornata. E lo fa parlando di Marcello Di Finizio (l'imprenditore che ha protestato salendo sul Cupolone) e di Franco Fiorito, come due emblemi di due Italie diverse. Poi il giornalista ricorda che le Politiche 2013 saranno le elezioni più importanti per la storia recente dell'Italia, provoca si chiede: se l'alternativa sono Di Finizio o Fiorito, allora forse è meglio tenersi Mario Monti? Ecco il resoconto di quel che si dice sul palco del Cinema Apollo, in Uscita d'emergenza - L'Italia tra governo dei tecnici e antipolitica.

Rachel Donadio (NYT) non sa come rispondere.

In Italia, la crisi del debito è arrivata alla fine di un ciclo politico. Quello che stiamo vivendo adesso è un “unfinished business", quello che non è stato risolto dopo tangentopoli. E allora, bisogna vedere cosa accadrà: potrebbe succedere di tutto (i partiti riusciranno ad ascoltare la gente, la gente riuscirà a influenzarli, ad avere da loro ciò di cui hanno bisogno?).

Fallimento della politica: mancanza di capacità a rispondere a esigenze economiche.

Ho evitato benissimo la tua domanda (ride)

John Foot (storico britannico) ricorda i festeggiamenti fuori dal Quirinale perché se n'era andato Berlusconi ed era arrivato Monti. Era tutto pianificato, non è normale, è stata una situazione di emergenza pura, una sospensione di democrazia che però la gente di sinistra festeggiava. Una cosa molto strana.

Una delle prime cose che ha detto Monti è stata: «Si rischiava di non pagare più gli stipendi». L'Italia era prossima al crack, perché Monti avrebbe dovuto mentire? Era una situazione d'emergenza, di vuoto. E' entrato un Governo dove nessuno era stato eletto, un Governo tecnico puro, che non c'era mai stato in Italia.
C'è un'emergenza democratica, un'emergenza economica: vogliamo essere governati da Monti o da un Governo eletto dal popolo?
Io credo che dobbiamo sottolineare: la crisi economica è devastante. L'Italia ha qualche spazio di manovra? No, non credo.

John Foot
: Questa è la fine della democrazia. La legge elettorale in Italia è assolutamente non democratica. Le proposte sono deliranti. E' un'emergenza democratica che nasce dall'emergenza economica, ma non ho soluzioni in merito. E' difficile che torni la democrazia, in questo momento.

Eric Jozsef (Liberation): Monti è un'anomalia, ma è stata la salvezza dell'Italia. Gli strumenti del potere non sono a livello nazionale, e da questo non ne usciamo. In realtà le vere elezioni determinanti per l'Italia e per gli altri paesi europei sono quelle del 2014. Anche Hollande, in Francia, si trova a dover prendere delle decisioni che non avrebbe voluto prendere (e lui è stato regolarmente eletto). Si era detto che il problema era Sarkozy, ma poi è stato battuto e vediamo che i problemi rimangono. In Italia il problema era Berlusconi, la corruzione, e senz'altro era un problema di fondo. Ma il fatto è che gli stati europei non hanno più gli strumenti per fare politica.
La vera questione è il trasferimento di sovranità. Non ne usciamo, e lì l'emergenza è effettivamente democratica.

Holland farà anche l'aliquota per i super-ricchi. Ma non può cambiare quella che in Francia è l'equivalente dell'agenda-Monti. Per farlo, bisogna negoziare in Europa.

Oggi si parla della riforma elettorale in Italia, delle regole per le primarie del PD, ma la vera domanda è come si fa per cambiare le regole per modificare le istituzioni europee.

Michael Braun: il governo Monti è un governo formalmente tecnico, ma in realtà è un governo di destra presentabile (applausi). Quella di Berlusconi era una destra veramente impresentabile, in Italia e all'estero (applausi), Fiorito è il peggio.

Formigli: per me il peggio è Formigoni (applausi)

Braun: Fiorito viene letto male. Il punto non è che si è comprato il jeeppone perché ha nevicato a Roma per due giorni, quella è una mossa strabiliante, ma è una classe politica fatta di mille Fiorito. Non dico che mille di loro sono arrivati a tanto, cioè a fare shopping tutti i giorni con i soldi pubblici, ma sono persone che hanno un approccio alla politica di questo tipo. Non gli può fregare di meno di fare un piano per il pubblico, gli frega solo di saccheggiare, piazzare amici, guardate l'Atac di Roma, l'Ama. Non gli frega neanche di risanare il bilancio, al limite poi gli aumentano il biglietto. E' gente che non vuole governare. E non può nemmeno governare, perché tecnicamente sono impreparati. Fiorito fa sorridere, ed è solo la punta dell'iceberg. Il tutto è sotto l'acqua: le corruttele, le reti di amicizie fanno in modo che le risorse vengano spese male.

La destra stracciona non poteva più reggere. Subentra una destra pulita che non si trova sulla piazza. Casini (che pure ha una sua storia fatta di Cuffaro) non è riuscito a creare una destra presentabile. E la sinistra è pure svuotata. Voglio tornare al 2000 per parlarne. La sinistra, allora, pensava di candidare Fazio (uomo dell'Opus Dei, presidente di Bankitalia). E la sinistra lo voleva. Anche Prodi è un tecnocrate, che non viene dalla sinistra. Loro da 17 anni non sono capaci di esprimere un loro leader autorevole.

Ancora Braun: C'è anche una parte dell'elettorato di destra a cui piacciono gli straccioni. E poi c'è la sinistra che non si fida di se stessa.

Donadio: io perdo speranza nell'Europa. Se ci vogliono 5, 10 anni per cambiare le cose, avere un debito condiviso, cosa sarà socialmente nel sud dell'Europa? Io seguo anche la Grecia, e lì ci sarà sangue, prima o poi. In Spagna vediamo cosa sta succedendo. In Italia non vi siete ancora svegliati. Da tre anni la Germania sta vendendo l'idea che la crisi dell'Euro è causa dei paesi "pigri" del sud. Il che in parte è vero. Ma è vero anche che il problema è l'architettura dell'Euro.

E' vero, in Italia ci sono problemi. Ma non è che in Europa ci siano grandi personalità. Van Rompuy, per esempio?

Formigli spiega le ragioni che spinsero Monti ad essere intervistato da lui: «Gli italiani non hanno ancora capito che l'Italia è ancora un paese sull'orlo del fallimento».

Torna alla carica Jozsef, che si dice certo del fatto che questa politica di recessione non vada da nessuna parte e che, paradossalmente, non ci sono gli strumenti per dire se si voglia fare una politica europea di destra o una politica europea di sinistra. La sinistra italiana è in ritardo. Dice: Siamo europeisti. Sì, ma quale Europa?

John Foot: anche la sinistra ha saccheggiato lo stato, sono stati potere anche loro (si veda il sistema Sesto). E ora siamo in una situazione di bancarotta. E andrà avanti così per il prossimi 50 anni. Alcuni economisti dicono che questa crisi durerà 100 anni. Da tangentopoli si uscì con un governo tecnico che fece una manovra durissima. Ma non è servita.

Poi, certo, critichiamo tutti Monti. Ma io guardavo ieri il governo Berlusconi: ve li ricordate? Gelmini, Carfagna, Brunetta? (risate e applausi)

Donadio: mancano strumenti, ma parliamo sempre del campo economico, non dell'ideologia. Ci sono blocco di potere, ma non politici.

Braun: a differenza della destra, a sinistra ci sono anche situazioni virtuose. Penso a regioni come la Toscana, che ha un presidente come Enrico Rossi che amministra in un modo, a mio avviso, veramente virtuoso. Pagano meno per la sanità e hanno una sanità molto migliore della Lombardia. La sinistra avrebbe qualche faccia da spendere. Il fatto è che il Pd si è organizzato in maniera che questi non emergano. Zingaretti prende davvero l'autobus, non come Rutelli, che si era fatto fotografare in metropolitana, ed è una persona onesta. Ma in Italia ci sono sempre gli stessi: i D'Alema, i Veltroni, che hanno iniziato coi calzoni corti. D'alema vuole comandare ancora oggi. Qualche concetto, nel Pd, ci sarebbe pure (per esempio, la tassazione progressiva dell'Ici, cioè, tassiamo le grandi ricchezze immobiliari: si può fare, perché l'immobile non si può far sparire), hanno pure delle teste, come Stefano Fassina che è un bravo economista, ma la visibilità di quelle proposte è uguale a zero. E' un partito tramortito che non riesce nemmeno a comunicare quello che di buono sta partorendo, perché si perde in mille questioni. Siamo arrivati a 10 candidati del Pd, alle primarie di coalizione. Là si vede un partito che secondo me non ha futuro, se continua così.

Jozsef riconosce a Renzi l'aver fatto respirare il Pd. Ma sottolinea che il problema della rottamazione non deve essere generazionale, ma di idee, di formazione, di logica politica, non c'entra l'età.

La chiave di lettura di Matteo Renzi presenta, in alcuni punti, il vuoto. E' giovane, è brillante, saprà imparare in fretta. Però dopo la Leopolda ha fatto 100 proposte e non ce n'era una nell'Europa. Ma un ragazzo di 27 anni che non mette nel suo programma proposte per riformare la Costituzione Europea, per me ha un limite. Io aspetto di sentirlo parlare di come risolvere il problema greco. Perché il problema greco è un problema italiano.

Donadio: Mi dicono che Renzi ha fatto grandi cose per il traffico a Firenze (risate). Il punto è se divide ulteriormente la sinistra o se porta ad una nuova unione. Io trovo interessante la situazione. E' il sindaco di Firenze, non sto dicendo che sia il Messia o Obama (in questo momento neanche Obama è Obama), però il Pd che gli sputa praticamente in faccia sta sbagliando. Nei media americani è un perfetto sconosciuto. Ma non è che gli USA seguano la politica italiana, ecco.

John Foot: il modello di Renzi è Tony Blair (o John Cameron?). Io sono sempre stato contrario a Tony Blair, ma trovo vergognoso che si cambino le regole per non farlo vincere alle primarie.

Braun: parliamo da vent'anni di deriva plebiscitaria. Io vedo questa deriva dappertutto: a destra, nello spezzone grillino della politica, poi la vedo avanzare con Renzi del Pd. Fa la sua campagna e sul suo camper non ha un simbolino del Pd. Lui fa la campagna per Renzi, non per il Pd. Organizza incontri con Tosi. Si appella agli ex elettori berlusconiani. Ma dove siamo? I berlusconiani dovrebbero decidere il leader del Pd? Io sarei molto favorevole ad un registro per gli elettori del Pd.

Joszef: io penso che Grillo sia preoccupante per alcune sue proposte demagogiche. Però è un errore non sentire quello che milioni di italiani esprimono attraverso di lui. E' un grido. Mi ricorda la Lega. Quegli italiani esprimono disagio, ci vogliono risposte. E la risposta del Pd mi sembra suicida.

Donadio: Grillo è frutto di un fallimento politico. Di un vuoto. Per noi giornalisti è un momento molto interessante, il che significa che per voi è un disastro (risate, disperate).

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO