Libia, è caos. Il Dipartimento di Stato USA invoca l'evacuazione americana dal paese

Diversi feriti. Il Parlamento era riunito per decidere il prossimo premier

Aggiornamento 28 maggio 2014, ore 15.06 - Il Dipartimento di Stato americano ha diramato un'allerta a causa della situazione "imprevedibile ed instabile" in Libia, da quasi un mese alle prese con i conti (mai fatti) della rivoluzione che depose Gheddafi.

Con un comunicato ufficiale gli americani, con toni decisi da post-11 settembre, si raccomandano con tutti i cittadini americani presenti sul suolo libico affinchè prendano seriamente in considerazione l'idea di evacuare il paese nordafricano:

"A causa di problemi legati alla sicurezza, è stato limitato il personale dell'ambasciata americana a Tripoli, che non ha quindi che mezzi molto limitati per aiutare i cittadini americani in Libia [...] I viaggiatori siano consapevoli del fatto che essi potrebbero essere rapiti, attaccati o uccisi."

L'allarme americano giunge dopo l’attacco contro l’abitazione del nuovo premier libico, che ha scatenato un vero e proprio allarme sicurezza: le forze al soldo di Khalifa Haftar continuano imperterrite a scatenare il panico in tutto il Paese, in particolar modo in Cirenaica. L'elezione di Mitig, con la proclamazione del nuovo presidente interrotta proprio dall'attacco delle truppe ribelli al Parlamento di Tripoli, è il pomo della discordia nella "nuova" Libia: sostenuto dalle frange religiose islamiste, Ahmed Mitig ha sempre sostenuto con forza le ragioni di una Libia islamica. Mitig è il quinto premier eletto in Libia dalla caduta del regime di Gheddafi, nel 2011, e il più giovane capo di governo formato da 18 ministri che ha prestato giuramento due giorni fa.

Libia: assalto al Parlamento, interrotta la votazione del premier

Milizie armate vicine a uno dei candidati alla premiership libica hanno fatto irruzione nella sede del Parlamento di Tripoli provocando diversi feriti e interrompendo la votazione in corso per eleggere il prossimo capo del governo. Lo riporta la BBC.

Il General National Congress libico era riunito per votare il nuovo premier dopo le dimissioni di Abdullah al Thani, il capo del governo che ha lasciato l'incarico dopo solo cinque giorni a seguito di un attentato da cui lui e la sua famiglia sono usciti fortunatamente indenni. Il Parlamento era così chiamato a decidere tra sette candidati il nome del successore di al Thani, che guiderà il paese fino alle elezioni della nuova Camera dei Rappresentanti che sostituirà il GNC.

In mattinata nessuno dei sette candidati rimasti in corsa era riuscito a superare la soglia del 50% dei voti, e al momento dell'interruzione della seduta era in testa l'imprenditore Ahmed Mitig con 67 voti, lontano dai 120 necessari per diventare premier.

Ancora da chiarire bene i contorni e i mandanti dell'assalto di oggi, anche se si parla di uno dei possibili candidati alla carica di premier rimasto escluso dalla rosa dei prescelti, che era una scrematura di un numero ben maggiore di candidature arrivate negli scorsi giorni. All'arrivo dei miliziani i deputati sono scappati, sono stati esplosi diversi colpi e si attende il bilancio ufficiale dell'assalto, di sicuro ci sono dei feriti.

Il General National Congress avrebbe dovuto terminare le proprie funzioni lo scorso febbraio, ma con un atto che ha suscitato molte proteste e perplessità è stato prorogato di un anno in attesa dell'indizione delle prossime elezioni.
Chieste le dimissioni del premier

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