Haider e l'estrema destra stravincono le elezioni austriache

Un vento nuovo soffia in Europa e questa volta ha spazzato il centro del centro del vecchio continente, quell'Austria felix da sempre considerata sinonimo di moderazione ed efficienza. Ma questa volta la gente ha detto basta agli inciuci, alle Grosskoalitionen, alle perniciose collaborazioni di comodo tra i grandi partiti, e ha votato per la chiarezza fino brutale di Haider e degli estremisti (in senso lato, per i nostri canoni) del Fpö di Strache.

E' così che i due grandi partiti del paese colano a picco, e complessivamente non conteranno più per il 70% dell'elettorato ma solo per il 55%, con i seguenti parziali: SPOE-Socialdemocratici dal 35,3% al 29,7% (-5,6%), OVP-Conservatori dal 34,3% al 25,6% (-8,7%). La quota persa ammonta a più del 14 % e va così ripartita tra le forze di opposizione: Verdi dal 9,8 all'11,4%, Bzö (Haider) dal 4,1 all'11% e l'estrema destra (FPOE) di Strache addirittura dall'11 al 18%.

Formare un governo ora sarà quantomeno difficile se non impossibile. Escludendo una grande coalizione alla tedesca, già bastonata dall'elettorato, a uno dei due grandi partiti non resta che allearsi con la destra. La logica direbbe i popolari dell'Oevp, ma Strache e Haider sono due leader poco malleabili, e il governatore della Carinzia non è nuovo a "colpi di testa" se si considera che nella sua regione governa da tempo con i "Rote" di Werner Faymann. Quest'ultimo tuttavia ha radicalmente escluso accordi con la destra, quindi siamo di nuovo in alto mare. A tutto ciò aggiungiamo che gli stessi due "vincitori" non hanno rapporti idilliaci fra loro.

Ma vediamo invece di analizzare i motivi e la valenza di un voto così clamoroso in chiave europea. Intanto per la prima volta in Austria hanno votato i sedicenni, i quali invece di premiare la sinistra, come nello stereotipo generalizzato post-sessantottino, hanno riversato le loro preferenze dalla parte opposta. Poi abbiamo il clamoroso esito del voto degli immigrati, soprattutto quelli di seconda generazione, a partire dalla fortissima comunità turca e slava. Sono stati proprio i regolari infatti a dimostrarsi i più arrabbiati nei confronti della dilagante immigrazione clandestina, e a dichiarare in ogni sondaggio e intervista che avrebbero premiato Haider & co.

E proprio qui sta il busillis. In Carinzia Haider, da anni intoccabile e venerato governatore della regione, ha praticato una politica di tolleranza zero nei confronti dei clandestini ("Se un tizio viene preso vicino al confine italiano noi lo rimandiamo in Italia", ha detto per esempio) affiancata da un grandissimo sforzo di integrazione per i lavoratori regolari. Addirittura è stato il primo a varare l'obbligo minimo di un anno di scuola materna per i figli degli immigrati, il tutto pagato dalla regione stessa, affinché possano imparare subito la lingua e avere le basi per l'inserimento già all'inizio della scuola elementare.

Abbiamo molto da imparare, come si vede, e invece di perdere tempo a lanciare e rispondere a ridicole accuse di razzismo ogni volta si tenti di prendere un qualsivoglia provvedimento, sarebbe ora di operare concretamente sia per l'integrazione dei regolari che per l'espulsione dei clandestini. Come? Copiando il modello Carinzia, per esempio. Nè più nè meno.

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