Genocidio armeno, Erdogan ora fa retromarcia: "Non c'è mai stato"

La settimana scorsa, il premier turco Erdogan aveva fatto le condoglianze ai discendenti degli armeni deportati e uccisi nel 1915, ora nega che il genocidio sia mai avvenuto.

Meno di una settimana fa, il premier turco Erdogan aveva porto le condoglianze del suo Paese per il genocidio armeno, compiuto nel 1915. Oggi, ha fatto marcia indietro negando lo sterminio che uccise più di un milione di cittadini dell'Armenia:

"Se fosse stato genocidio, come potrebbero esserci ancora armeni nel nostro Paese"

Le dichiarazioni del premier della Turchia sono state rilasciate a una televisione americana. In modo schizofrenico, in occasione del 99esimo anniversario della strage, Erdogan aveva fatto le sue condoglianze ai discendenti di quelle vittime. L'Armenia, comunque, non ha risposto alla nuova provocazione non avendo relazioni diplomatiche con Ankara.

In realtà, il genocidio armeno è avvenuto in due momenti distinti. Durante la Prima guerra mondiale, tra il 1915 e il 1917, la comunità armena venne deportata e decimata. Vennero presi da Anatolia e Armenia e poi mandati nel deserto a morire di sete e di fame. Molti subirono abusi e violenze prima di venire uccisi brutalmente. Nel 1920, ci fu la seconda fase dell'eccidio: i sopravvissuti per tre anni vennero sottoposti a ulteriori massacri e i loro beni vennero espropriati.

Erdogan, nelle sue dichiarazioni più recenti, aggiunge:

"Il nostro popolo crede fermamente che un genocidio sia un crimine contro l'umanità e non chiuderemmo mai un occhio su un fatto del genere".

Il popolo armeno aveva comunque rifiutato le condoglianze della settimana scorsa, accusando la Turchia di continuare a negare un fatto oggettivamente accaduto.

Turchi che appoggiano Erdogan

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