Decreto Droghe, via libera della Camera con voto di fiducia

280 sì e 146 no, è la quarta fiducia posta dal governo Renzi

Via libera dall'assemblea della Camera al decreto sugli Stupefacenti e i farmaci 'off label': dopo il voto di fiducia ottenuto ieri sera con 335 sì e 186 voti contrari, questa mattina l'Aula di Montecitorio ha licenziato il testo in via definitiva con 280 sì e 146 no.

Il decreto passa ora al Senato. La fiducia è stata posta, secondo le dichiarazioni di voto del Partito Democratico e l'ufficialità del governo, per approvare in breve tempo il testo, che scade il 19 maggio, e per velocizzare il passaggio a Palazzo Madama: il testo è infatti il medesimo dello scorso 20 marzo, emanato dall'esecutivo dopo la sentenza della Consulta che ha stabilito l'incostituzionalità della Fini-Giovanardi.

Il decreto ristabilisce la divisione tra droghe pesanti e droghe leggere (da notare come la cannabis sia inserita in entrambe le tabelle ma alla Camera non sembrano essersene accorti) e abbatte le pene per lo spaccio ed il possesso per uso personale; la discussione in Aula di ieri pomeriggio ha visto interventi completi e supportati da basi scientifiche come anche interventi da caccia alle streghe, che hanno mostrato una grande ignoranza in materia di droghe da parte dei rappresentanti eletti alla Camera.

Il testo prevede una riduzione delle pene per il reato di piccolo spaccio, che era stato reso fattispecie autonoma con il decreto Carceri approvato a febbraio scorso: con l'emendamento del governo quindi viene prevista una detenzione, per il cosiddetto piccolo spaccio di strada, da 6 mesi a 4 anni introducendo nuove sanzioni pecuniarie (da mille a 15 mila euro): la riduzione della pena evita la custodia cautelare in carcere e l'arresto facoltativo sarà possibile solo in caso di flagranza. Il testo, su questo, non distingue tra droghe leggere e pesanti, sicchè anche il piccolo spaccio di eroina o cocaina potrebbe vedersi riconoscere notevoli attenuanti.

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Il discorso delle tabelle è invece interessante perchè vengono ripristinate le tabelle che distinguono tra droghe leggere e droghe pesanti, ma la cannabis risulta in entrambe le colonne: nella tabella delle droghe leggere confluiscono tutte le cannabis, senza distinzione tra indica, sativa, ruderalis o ibride. Tutte le droghe sintetiche riconducibili per struttura chimica o effetti tossicologici al tetraidrocannabinolo (Thc), il principale principio attivo della cannabis, rientrano invece nella tabella I sulle droghe pesanti. Le tabelle, che ricomprendono anche le circa 500 sostanze classificate a decorrere dal 2006, sono rimodellate in modo da renderle coerenti con il regime sanzionatorio antecedente alla legge Fini-Giovanardi.

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