Elezioni Europee 2014 | Sicurezza e Difesa comune: Cosa propone Tsipras

GREECE-ECONOMY-MEDIA
Elezioni europee 2014. In vista delle prossime consultazioni di maggio, gli schieramenti si stanno confrontando anche sul tema della difesa e della sicurezza. La Sinistra Europea, che candida alla presidenza della Commissione Alexis Tsipras, ha presentato le sue proposte in merito, che poggiano sostanzialmente su due pilastri: politiche di prevenzione dei conflitti e lotta alla criminalità.

Prima di vedere nel dettaglio le proposte della sinistra, è preliminarmente opportuno ricordare che in base alla nuova politica di sicurezza e di difesa comune (Psdc), statuita dal Trattato di Lisbona, la Ue può svolgere missioni operative in paesi terzi non solo di carattere umanitario e di unità di combattimento per la gestione dei conflitti, come era in precedenza, ma anche azioni di disarmo, di consulenza militare e operazioni di stabilizzazione.

In molti, in Europa, pensano che tutto ciò non sia ancora sufficiente e che sia necessaria l'implementazione di un coordinamento più stretto dei vari eserciti e delle spese militari dei paesi membri.

Riduzione delle spese militari e indipendenza dalla Nato


Tsipras, sostenuto in Italia da L'Altra Europa, ha espresso più volte la necessità di una cooperazione europea sullo scenario internazionale, che possa favorire la pace e il negoziato. Contestualmente si è detto favorevole, in maniera netta, al dimezzamento delle spese militari per tutti i paese dell'Unione. A tale riguardo, si legge dal programma del politico greco, presentato sul sito di Sinistra Europea:

"L'Unione Europea non può essere democratica e consensuale solo al suo interno e arrogante, non pacifica, militarista e aggressiva all'estero. Per questo motivo abbiamo bisogno di un sistema di sicurezza europeo fondato sul negoziato e sul disarmo. Nessun soldato europeo dovrebbe operare al di fuori dell'Europa"

Ovviamente la riduzione delle spese militari e l'opposizione alla costruzione di un esercito europeo, per la Sinistra, ha non solo un portato etico-politico, ma rispecchia anche la necessita di indirizzare le risorse verso programmi sociali e di welfare.

In sintesi, la Sinistra Europea legittima interventi di pace a sostegno dei diritti umani e di aiuto alle popolazioni e una politica estera concertata, basata su criteri di trasparenza.

A ciò si deve aggiungere la posizione di Tsipras, ribadita anche dai candidati de L'altra Europa, di un superamento della "sudditanza" dell'Unione Europea dalla Nato. Tale idea è stata ripresa anche in un passaggio del documento programmatico della lista italiana che sostiene il leader di Syriza:

"All’esterno, poi, siamo impegnati in guerre decise dalla potenza Usa. Guerre di cui gli Stati dell’Unione non discutono mai perché vi partecipano servilmente, senza alcun progetto di disarmo, refrattari a ogni politica estera e di difesa comune (il costo della non-Europa in campo militare ammonta a 120 miliardi di euro annui). Perfino ai confini orientali dell’Unione sono gli Stati Uniti a decidere quale ordine debba regnare"

Segnaliamo inoltre che, sulla scia di questa visione autonoma della Ue rispetto agli Usa, L'Altra Europa ha più volte evidenziato ferma opposizione all'acquisto, da parte dell'Italia, dei 90 cacciabombardieri F35 (come sottolineato da Giuliana Sgrena).

Ucraina e armi chimiche siriane


Il concetto che la Ue non debba fare da traino a Washington è emerso in maniera palese dalle posizioni recentemente assunte da Tsipras sulla questione dell'Ucraina: "Uno degli errori prin­ci­pali della poli­tica estera con­dotta dall’Unione Euro­pea è stato quello di aver espresso soste­gno al nuovo governo ucraino, che ha al suo interno forze neo­fa­sci­ste. Il ruolo della Rus­sia non è stato certo posi­tivo e in accordo con il diritto inter­na­zio­nale, ma l’Europa deve cer­care ora una solu­zione di pace e cooperazione" (da il Manifesto).

Il candidato alla Commissione della Sinistra Europea è intervenuto anche sulla questione delle armi chimiche siriane, lasciando intendere la necessità di una radicale riorganizzazione delle iniziative militari della Ue. In una missiva indirizzata al presidente della Commissione Europea, J. Manuel Barroso, al Presidente del Consiglio europeo, H. Van Rompuy, all'Alto rappresentante europeo dell'Unione per gli Affari esteri e la Politica di Sicurezza, Catherine Ashton e al Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, Tsipras ha espresso molte perplessità rispetto alla distruzione pianificata di armi chimiche nel Mediterraneo.

La Ue, secondo il politico greco, dovrebbe mostrare più trasparenza nei confronti dei cittadini riguardo ad operazioni che vengono classificate come "militari" e che possono causare disastri economici ed ecologici: "Considerato l’alto livello di rischio che comporta la distruzione delle armi chimiche della Siria nel Mediterraneo, per la salute, l'ecosistema marino, la pesca, il turismo e una serie di attività produttive che interessano l'intero Mediterraneo e le regioni circostanti, le garanzie rilasciate fino ad ora sono insufficienti" (Via lista tsipras.eu).

Lotta alla criminalità


Per quanto concerne il tema della sicurezza, la sinistra è favorevole ad un rafforzamento dei poteri del Crim: una commissione europea che ha la funzione di mettere ordine nelle legislazioni degli Stati membri per giungere ad una prima normativa comune che contrasti la criminalità organizzata e la corruzione.

Per la sinistra, "la sicurezza europea, come dei suoi cittadini, comporta una lotta senza quartiere alla grande criminalità organizzata, al traffico di armi e stupefacenti (cui è funzionale la liberalizzazione dell’uso delle droghe leggere) e alle nuove forme in cui si organizza l’economia criminale, in stretto rapporto con la finanziarizzazione del mondo economico" (da programma L'Altra Europa)

Lo schieramento che fa capo a Tsipras, infine, è favorevole all'introduzione del reato di associazione mafiosa a livello Ue e alla confisca dei beni della criminalità organizzata. Tali iniziative, però, vanno inserite in un quadro di interventi più ampi, che tenga conto del nesso tra finanzcapitalismo e corruzione. Colpire le lobby, introdurre misure economiche e ambientali alternative e puntare ad un nuovo modello di sviluppo, basato sulla giustizia sociale, sono elementi imprescindibili per battere la criminalità organizzata.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO