Sovraffollamento carcerario: entro il 15 maggio il Testo Unico su amnistia e indulto

Nessun parere dal ministro della Giustizia Orlando su provvedimenti di clemenza ma la Commissione Giustizia del Senato tira dritto

Di sovraffollamento carcerario, e sopratutto dell'imminente condanna della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (che si pronuncerà il 25 maggio se il governo italiano non avrà trovato una soluzione al dramma carceri), si continua a parlare poco e male, sopratutto sui giornali.

In realtà questa volta la politica sembra (condizionale obbligato) voler affrontare la questione, seppur in colpevole ritardo: mentre il ministro della Giustizia Andrea Orlando sembra non voler proprio parlare del problema sovraffollamento e della riforma del diritto penale (molto più attivo sul civile), la Commissione Giustizia al Senato, presieduta da Francesco Nitto Palma (ex guardasigilli) ha fissato per il 15 maggio 2014, alle ore 18, il termine per la presentazione di un testo unificato in materia di indulto e amnistia, già chiesti con due messaggi alle Camere (ed altri tre meno formali) del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Andrea Orlando, audito ieri in Commissione, non ha menzionato nè fatto riferimento in alcun modo all'adozione di eventuali provvedimenti di clemenza, soffermandosi in particolare sulla riforma del diritto civile al vaglio dei tecnici ministeriali in queste settimane: nulla di nuovo, anche il primo ministro Renzi non aveva fatto menzione del problema carceri nei suoi discorsi a Camera e Senato per il primo voto di fiducia al suo governo, ma il problema resta, seppur nascosto.

Dopo essere andato in Europa a snocciolare dati quantomeno sbagliati (per non dire fasulli) il ministro si è infatti quasi eclissato sul fronte carcerario, per concentrare le sue attenzioni sulla (sacrosanta) riforma del diritto civile: sarà forse questo un modo alternativo per pungolare il Parlamento a lavorare, chi può dirlo, sta di fatto che la Commissione Giustizia al Senato ha fatto oggi il primo passo avanti serio per la redazione e la votazione di un eventuale provvedimento di clemenza (amnistia o indulto che sia).

Secondo la Commissione presieduta da Nitto Palma a fronte di una capienza regolamentare pari al massimo a 44 mila unità, nelle carceri italiane siano reclusi circa 61 mila detenuti; un dato che, da solo, rende necessario un provvedimento:

"Tenuto conto della persistente situazione di sovraffollamento, dell'obbligo imposto dalla Corte europea dei diritti dell'uomo al nostro Paese di ovviare entro il 28 maggio all'emergenza detentiva e del recente, reiterato monito del Presidente della Repubblica, invita i relatori a predisporre entro il 15 maggio alle ore 18, un testo unificato sulle proposte legislative in titolo."

Se il PD spinge, in Commissione Giustizia, per affrontare il problema solo dopo il voto delle europee ("per evitare strumentalizzazioni" dicono i senatori democratici), così come anche l'unico componente di NCD in Commissione, Carlo Giovanardi: alla fine il Presidente Nitto Palma ha confermato la scadenza del 15 maggio per la presentazione del DDL, precisando tuttavia che il seguito dell'esame potrà aver luogo dopo lo svolgimento delle consultazioni elettorali per il rinnovo del Parlamento europeo.

E' sempre la carta Berlusconi, nonostante nessuno lo dica, a rappresentare la vera discriminante: fino a quando il Cav sarà in politica, attiva o passiva che sia, riformare la giustizia italiana sarà cosa ardua. Sopratutto nel mondo carcerario.

Leggi "Dossier Giustizia, in nome del popolo italiano"

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