Riforma della Pubblica Amministrazione, Renzi: "Avanti al cambiamento"

La riforma della Pubblica Amministrazione su tre pilastri: "Capitale umano, tagli e open data"

Il Consiglio dei Ministri convocato per oggi ha licenziato le proposte dell'esecutivo e del ministro Marianna Madia sulla Riforma della Pubblica Amministrazione, proposte che sono state illustrate dal primo ministro Matteo Renzi e dal ministro Madia al termine della riunione.

In tema di pubblica amministrazione i provvedimenti annunciati da Renzi, definiti "un cambiamento radicale", il governo ha deciso di procedere per il più classico iter parlamentare, a discapito di quella legiferazione d'urgenza (ieri la quarta fiducia consecutiva, sul decreto stupefacenti) che in molti, M5s su tutti, cominciano a lamentare.

Il prodotto del governo, più un compromesso con il Parlamento, è raffigurato da un insieme di linee guida da sottoporre alla discussione in Aula prima di avviare il percorso di un disegno di legge delega. Una discussione che Renzi chiede sia aperta, con il coinvolgimento anche dei sindacati e delle parti sociali, con una battuta:

"Scrivetemi a rivoluzione@governo.it"

In una lettera che verrà inviata a tutti i dipendenti statali il governo spiegherà i tre pilastri sui quali si fonda la riforma della pubblica amministrazione:

"Sul capitale umano, sui tagli agli sprechi della Pa e sugli open data come strumento di trasparenza e innovazione"

ha spiegato il capo del governo in conferenza stampa, annunciando 40 giorni di tempo concessi per la discussione delle linee guida.

Nel pacchetto che andrà in discussione alle camere ci sarà la possibilità di licenziare i dirigenti statali improduttivi o oltretermine, il taglio delle prefetture a non più di 40, e l'abrogazione dell'istituto del trattenimento in servizio (la possibilità di restare sul posto di lavoro anche dopo il raggiungimento dell'età pensionabile), che nei desideri del governo comporterebbe la possibilità di far entrare 10.000 giovani alle dipendenze della pubblica amministrazione, la riduzione del 50 per cento dei permessi sindacali.

Proprio in tema di "ringiovanimento", come l'ha definito il ministro Madia, il governo starebbe vagliando anche la possibilità di prepensionamenti, anche se questa sarebbe solo un'ultima istanza.

"Noi offriamo per 40 giorni al confronto la riforma. Per la discussione dei dipendenti, delle forze sindacali se vogliono fare avere la loro opinione e del mondo produttivo. Non è una generica apertura di dialogo ma l'indicazione di scelte di fondo. [...] Se avessimo presentato oggi il ddl delega e il decreto per la riforma della PA avremmo avuto contestazioni di atto tipico della campagna elettorale. Quindi prima ci sarà il confronto e la Riforma non farà parte della campagna elettorale. E' evidente che nella riforma della PA niente è inderogabile. E non pensiamo che questa riforma sia un prendere o lasciare. La sua filosofia però si."

Il 13 giugno il governo discuterà quanto prodotto dal Parlamento

Matteo Renzi Government To Face Confidence Vote At The Italian Senate

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