Elezioni Europee 2014: Grecia, Syriza e Tsipras vincono di misura ma la destra è fortissima

I risultati delle elezioni europee in Grecia: vince Tsipras con il 26.55%

European Union flag and Greek flag wave

I risultati delle elezioni europee in Grecia.

Aggiornamento lunedì 26 maggio, ore 12.25 - Affluenza più alta rispetto la media europea (58.2%) per la Grecia, che mostra una ripresa di attività da parte dell'elettorato, dopo che nel 2009 solo il 52% dei cittadini ellenici si era recato alle urne.

La coalizione della sinistra radicale Syriza conquista la vetta con il 26.55% dei voti, che si trasformeranno in 7 seggi a Strasburgo.

Nea Dimokratia (centro-destra) conquista il secondo posto con il 22.76% dei seggi mentre l'estrema destra di Alba Dorata arriva al 9.39%.

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Alexis Tsipras questa mattina ha invocato, giustamente, nuove elezioni ma la destra greca, seppur frammentata, rappresenta una base d'elettorato molto nutrita, come nutrita è la popolazione che ha deciso di disertare le urne (un po' in tutto il Continente).

Exit poll, in Grecia Syriza e Tsipras ampiamente in testa

21.34 Sempre exit poll arrivano dalla Grecia, dove Syriza è dato tra il 26 e il 28%; seguito da Nea Dimokratia al 23-25; Alba Dorata al 9-10 e il Pasok al 8-9%.

25 maggio, 18.34 Secondo gli exit poll, Syriza, il partito di Tsipras, è primo in Grecia con il 26/30% dei voti. Al secondo posto Nea Dimokratia (centro-destra) con il 23-27%, al terzo i neonazisti di Alba Dorata con l'8-10% e al quarto posto il socialista Pasok con il 7-9%

Elezioni Europee 2014: la Grecia

Elezioni Europee 2014. E' uno dei test elettorali più attesi quello ellenico. Si tratta di una sorta di verifica per il governo del paese che è stato "costretto" ad attuare più scrupolosamente le politiche di austerity, imposte da Bce, Fmi e Ue.

Si eleggono 21 parlamentari in totale, le liste sono bloccate e lo sbarramento è fissato al 3%. Ricordiamo, inoltre, che la Grecia detiene la presidenza di turno dell’Unione Europea fino a giugno. Poi sarà la volta dell'Italia.

I sondaggi danno in testa il partito di sinistra radicale Syriza, che alle elezioni nazionali del 2012 si era piazzato al secondo posto con il 26,89% dei consensi (diventando così la prima forza di opposizione). La tornata elettorale di due anni fa ha segnato un risultato storico per il partito guidato da Alexis Tsipras (candidato alla presidenza della Commissione europea per Sinistra Unita): prima di allora non era mai andato oltre il 5%.

Syriza ha dimostrato una duplice abilità. In prima battuta è riuscito ad attirare i voti dei delusi del Pasok, il partito socialista attualmente nel governo di coalizione. Ma nel tempo si è dimostrata anche la forza politica più affidabile per tutti quei lavoratori e disoccupati che hanno subito le conseguenze della crisi economica. E' stato il partito più risoluto contro i tagli alla spesa e i licenziamenti, messi in campo dell'esecutivo guidato da Antonis Samaras.

Syriza, come è noto, non è favorevole all'uscita dall'euro, ma propone un modello alternativo di Europa. Al Fiscal Compact oppone un "Social Compact". Ovvero una nuova gestione dei Fondi strutturali per creare lavoro, una Bce che fornisca prestiti a basso interesse alle banche (se queste accettano di di fare credito a piccole e medie imprese), un nuovo sistema di responsabilità fiscale europeo e misure ambientaliste. Per queste ragioni, Tsipras non è ben visto dall'establishment europeo e dalla Germania, che hanno fatto del pareggio di bilancio un dogma. Ricordiamo, a tale proposito, che Der Spiegel ha indicato il leader di Syriza come "il pericolo numero uno d'Europa", mentre Merkel lo avrebbe definito, prima dell'ultima visita ad Atene, un "piantagrane".

Nuova Democrazia, il partito di maggioranza relativa, ha urgenza di ottenere una convincente affermazione alle europee. Samaras, alleato di ferro di Angela Merkel, sa che è molto importante non subire l'effetto Syriza se vuole continuare a governare senza grandi problemi.

Il partito di centro destra continua a sbandierare i risultati ottenuti, come il ritorno sui mercati finanziari internazionali e il raggiungimento dell'avanzo primario nel bilancio del 2013. Durante l'ultima settimana di aprile, il governo ha anche annunciato un nuovo Piano di Sviluppo economico integrale. Parte dell'elettorato, però, rimane molto diffidente e pensa che presto la Grecia farà nuovamente ricorso al Fondo Salva Stati.

Inoltre, il ritorno sui mercati non cambia una condizione economico sociale allarmante. L'elevata disoccupazione, il crollo della capacità di spesa delle famiglie e i tagli alla spesa sanitaria, che si sono verificati durante gli anni del governo di larghe intese, rendono molto incerta la possibilità di un'affermazione alle urne per i conservatori.

Al terzo posto nei sondaggi, c'è To Potami. Fondato da Stavros Theodorakis, ex conduttore televisivo di Mega Tv, è una sorta di Movimento 5 stelle greco. Attualmente viene stimato intorno al 7%. A seguire il partito neonazista Alba Dorata, fortemente ridimensionato dopo gli arresti dei suoi vertici. Dietro all'estrema destra, segnaliamo il Kke (il partito comunista) che si attesterebbe sul 5% e che si differenzia da Syriza per le sue posizioni antieuropeiste.

Infine segnaliamo che i socialisti del Pasok, per far fronte all'emorragia di voti, hanno deciso di presentarsi insieme ad altri soggetti moderati di sinistra nella coalizione Elia (Ulivo). La coalizione è stimata sotto il 5%.

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