Europee: Berlusconi&C, ultima fermata o rilancio per elezioni a ottobre?

Il 25 maggio è dietro l’angolo ma la campagna elettorale è lunga, molto più lunga di quel che appare dal calendario e per niente scontata, come parrebbe dai sondaggi più o meno pilotati. Cappotto del Pd vicino al 35%? Exploit del M5S sopra il 25%? Debacle di Forza Italia sotto il 20%?

ITALY-POLITICS-CRIME-BERLUSCONI

Tutto è ancora possibile, con altissime percentuali di elettori indecisi su chi votare e soprattutto indecisi se andare o no alle urne. Di che si parla in queste ore? Sostanzialmente di fuffa, come dimostra quanto accaduto sul palco del concertone del primo maggio e relative schermaglie. E' bene conservare le energie per i programmi, per parlare di Europa e di cose serie anziché disperdere il proprio tempo in sciocche polemiche e temi fuorvianti.

Su questo terreno è gara aperta soprattutto fra Grillo e Berlusconi, con quest’ultimo che prepara il “colpo segreto” dell’ultima ora, nel tentativo di compiere il miracolo di salvare Forza Italia e se stesso. L’ex premier vuole davvero farsi arrestare, farsi togliere i servizi sociali e farsi spedire ai domiciliari?

Vittorio Sgarbi, e non solo lui, liquidano la questione: “Berlusconi è un caso umano”. Si tratta di vedere, però, cosa ne pensano davvero il 25 maggio i milioni di italiani che per 20 anni lo hanno seguito e votato. Come dicevamo, il clima si surriscalda, rischiando presto di bruciare tutto, governo compreso.

Il solito Brunetta fa da apripista alle esternazioni dell’ex Cav e spara ad alzo zero su Napolitano: Scissionatore, ha avallato la rottura dell’Ncd”. Ma, da banda opposta, gli fa eco Carlo De Benedetti: “Penso che Napolitano si dimetterà entro fine anno e che andremo a elezioni politiche ad ottobre”.

Benzina sul fuoco per la campagna elettorale in corso e carboni ardenti, se non proprie e vere mine esplosive, sul cammino di Matteo Renzi e il suo governo. Il premier va, o meglio, annuncia più che fare, anche se qualche bandierina la mette a segno. L’impressione è che il capo del governo annunci una legge dietro l’altra, dimenticandosi poi di dire che fine fanno realmente. Un esempio? La nuova legge elettorale.

Non doveva essere la prima pietra per costruire il nuovo assetto riformatore? Perché la recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione in tema di legge elettorale è di fatto ignorata? Zitti zitti si vuole proseguire l’esame e arrivare all’approvazione dell’Italicum, la nuova legge-truffa frutto del patto del Nazareno fra Berlusconi e Renzi.

La sentenza ha dato ragione a diversi cittadini che avevano chiamato lo Stato a rispondere della violazione dei loro diritti elettorali, perché il Porcellum non prevedeva l’espressione delle preferenze ed alterava l’esisto e la composizione del voto popolare attraverso il riconoscimento di un premio di maggioranza.

“In sostanza – scrive Giuliano Cazzola - vengono censurati dalla Suprema Corte i medesimi difetti che, in misura ancor più inaccettabile, contiene l’Italicum. Ciò significa che si deve andare a votare al più presto con il c.d. Consultellum. Del resto, prima questo governo cessa di fare danni, meglio è per tutti. Da ultimo il governo Renzi non si è accorto che la riforma della P.A., che ha proposto per titoli, è già prevista nella legge Brunetta”.

Da qui al 25 maggio ne vedremo delle belle. Soprattutto dal 26 maggio in avanti.

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