Elezioni Europee 2014 | Sicurezza e Difesa comune: Cosa propone il Pse

Martin Schulz, leader of the S&D Group a
Elezioni europee 2014. Dopo avervi presentato le posizioni della Sinistra Europea in materia di sicurezza e difesa, ora è la volta dei Socialisti e Democratici.

Secondo la nuova politica di sicurezza e di difesa comune (Psdc), statuita dal Trattato di Lisbona, la Ue può svolgere missioni operative in paesi terzi di carattere umanitario e di unità di combattimento per la gestione dei conflitti, azioni di disarmo, di consulenza militare e operazioni di stabilizzazione. In molti, però, ritengono che tutto ciò non sia ancora sufficiente e che sia necessaria l’implementazione di un coordinamento più stretto dei vari eserciti e una nuova gestione delle spese militari dei paesi membri. Tra questi ci sono sicuramente i socialisti e Martin Schulz, candidato alla presidenza alla Commissione europea.

Un'Europa protagonista sullo scenario internazionale


Il 1 marzo scorso, i socialisti hanno presentato il loro manifesto elettorale al Congresso di Roma. Ivi, hanno espresso la loro visione di fondo sulla difesa e la sicurezza interna. Per quanto riguarda il primo punto, si è ribadita con forza necessità di un ruolo di primo piano della Ue sullo scacchiere internazionale. A tale riguardo, si legge dal programma del Pse:

"In un mondo sempre più globalizzato e in continuo cambiamento, caratterizzato da conflitti e crescenti disuguaglianze, l'Europa deve agire da attore globale. Per rispondere alle sfide comuni è necessario costruire alleanze solide. Vogliamo che l'Europa svolga un ruolo di primo piano e sia dotata degli strumenti adatti a promuovere la pace, la democrazia e la prosperità condivisa in tutto il mondo"

Per raggiungere questi obiettivi, secondo il Pse, la Ue deve "unire le proprie risorse in termini di difesa, sviluppo, commercio e diplomazia per massimizzare gli effetti positivi della sua politica estera". Dunque, i socialisti sono favorevoli ad una politica di difesa fortemente comunitaria, meno dipendente dagli stati nazionali. Ciò non dovrebbe tradursi in aumenti di spesa, anche se sul punto i socialisti mantengono una certa cautela, ma su nuovi criteri di efficacia ed efficienza.

Schulz: "spendere meno soldi in modo migliore"


Schulz, in occasione del vertice per la sicurezza e la difesa, ha pronunciato un discorso in qualità di Presidente del parlamento. Tuttavia, i contenuti espressi nel suo intervento non differiscono da quelli ribaditi in campagna elettorale.

Secondo il candidato alla Commissione, dinanzi alle instabilità regionali in Nord Africa, in Medio Oriente e nell'est europeo, la Ue dovrebbe prendersi le proprie responsabilità e smetterla di essere dipendente dagli Usa. La sua analisi parte da un dato che non si può ignorare: le spese per la sicurezza dei singoli Stati sono diminuite dopo la Guerra fredda, tuttavia gli investimenti sono ancora alti (190 miliardi nel 2012). Nonostante ciò la Ue non è ancora in grado di sostenere un'operazione di carattere militare senza il sostegno degli Stati Uniti.

Le ragioni della debolezza europea sono di carattere strutturale, basta guardare al funzionamento dell'industria bellica continentale. In Europa ci sono 16 grandi cantieri che costruiscono navi da guerra, in Usa ce ne sono solo due. In Europa si producono 19 diversi tipi di veicoli per trasporto truppe e 14 tipologie di carri armati da combattimento, gli Usa ne producono solo un tipo per settore. Eppure, a fronte di questi dati, gli Usa spendono il triplo della Ue per la difesa.

Per Schulz il risultato di questo mercato interno frammentato deve essere corretto, in nome di criteri di condivisione. L'imperativo dovrebbe essere: "spendere congiuntamente meno soldi in un modo migliore", con buona pace di Cameron e degli altri capi di governo difensori degli interessi nazionali. Inoltre, l'approccio di condivisione dovrebbe funzionare anche sulla gestione delle forze armate. Queste sono ancora preparate e organizzate su base statale, ciò comporta disfunzioni a livello logistico e rende meno efficace l'azione della Ue in situazioni di conflitto.

Lotta alla criminalità


In materia di sicurezza interna, il programma per le elezioni europee del Pse rimane un po' vago. Qui per sicurezza non intendiamo questioni inerenti alla salute dei cittadini o alla protezione dei dati informatici, ma ci riferiamo più esplicitamente alla lotta al crimine organizzato.

Ovviamente tutte le questioni sono interconnesse, ma a differenza della sinistra radicale i socialisti hanno posto meno l'accento su temi come il reato di associazione mafiosa a livello Ue e la confisca dei beni alla criminalità organizzata. Dal manifesto dei socialisti si legge solo un generico richiamo:

"È fondamentale trovare il giusto equilibrio tra privacy, libertà e sicurezza. L'UE dovrebbe garantire il diritto dei cittadini alla sicurezza promuovendo la cooperazione nella lotta al crimine organizzato e transfrontaliero"

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