Paola Bacchiddu, la foto in bikini e il marketing politico

Aumentano i download del programma della lista Tsipras. Ma lo spot funziona o si fagocita il messaggio?

L'altra europa con Tsipras

Paola Bacchiddu ha fatto parlare di sé. Non c’è dubbio.

Il suo lavoro è fare comunicazione e ha comunicato. Molto meglio di molti altri, in maniera semplice e diretta, sapendo, a priori, che avrebbe fatto discutere e che sarebbe stata oggetto (mai termine fu più appropriato) di critiche e polemiche. Il maschio “sinistro”, la donna “sinistra” sono superiori a un certo modello culturale? Ne sono parte? Possono cavalcarlo con successo o ne diventano vittime?

A me l’iniziativa è piaciutaperché ci ho letto un tentativo di sparigliare, una buona dose di ironia e un cortocircuito che smaschera (o se preferite mette in mutande) l’ipocrisia mediatica delle colonnine destre delle homepage, per dire.

Ma in definitiva, Paola Bacchiddu ha fatto bene? C’è chi dice di sì. C’è chi dice che invece ha fatto male. E siccome su Blogo abbiamo una redazione che ama discutere e mettersi in gioco, ecco qui: Arianna Galati che dice che ha fatto bene, Arianna Ascione che dice che ha fatto male (banalizzo, leggetevi i pezzi).

La domanda, però, a me sembra essere un’altra, perché crediamo di aver dimostrato quanto sia soggettivo, il giudizio sul fatto (come tutti i giudizi, ovviamente).

La domanda, per me, è: ha davvero centrato l’obiettivo?

Da un punto di vista di marketing politico, l’obiettivo era far parlare della lista L’Altra Europa con Tsipras. Ci è riuscita?

Chi può dirlo? Un’idea può essere – l’ha avuta Davide Mazzocco – monitorare il numero dei download del programma della lista medesima. Noi l’abbiamo fatto e ci risulta che negli ultimi cinque giorni i download siano stati poco più di un migliaio. Nelle ultime cinque ore, 176.

La media sale, insomma, e anche di parecchio.

Missione compiuta, dunque? Solo in parte.

Perché se il dibattito si sposta tutto sul giudizio morale allora lo “spot” (ovvero la foto con commento) commette un peccato originale: è più forte del messaggio che veicola (vota Tsipras, o almeno parlane) –, e fa dimenticare il prodotto focalizzando tutta l’attenzione sulla testimonial (Paola Bacchiddu).

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