Festival di Internazionale a Ferrara: David Graeber e il cambiamento. OWS non è morta: sono cambiate le regole di ingaggio

Ferrara – Davvero interessante, come prevedibile, l'appuntamento al Festival di Internazionale 2012 con David Graeber.

Anche se non tutto è andato come avrebbe dovuto. L'antropologo anarchico avrebbe voluto – come raccontava su Twitter – un incontro più simile ad una formula assembleare, invece si è trovato a parlare da un palco, fra l'altro con un traduttore piuttosto impacciato che più d'una volta ha dovuto farsi spiegare meglio i concetti e che ha avuto parecchi problemi a sviscerare i concetti di azione diretta proposti da Graeber.

Teorico della partecipazione, dell'attivismo ma senza l'ansia per il cambiamento qui e ora, Graeber risponde con calma a chi gli chiede, in Piazza Municipale, se Occupy Wall Street sia già morta, ironizzando sul numero ridottissimo degli attivisti che ha manifestato nell'anniversario del movimento.

«No, non è morta, sono cambiate le regole di ingaggio».

Di fatto, spiega Graeber, le autorità a New York vietano le assemblee e la gente sa che si rischia, senza mezzi termini, di finire all'ospedale, se si partecipa alle manifestazioni di OWS. E allora, è normale che siano in meno. E che anchw Occopy Wall Street cambi strategia. E che nasca, per esempio, Occupy Farm. Perché, come spiega Graeber, il cambiamento non si ottiene in un giorno ma negli anni, forse nei decenni (per convincersene, è sufficiente pensare alle grandi conquiste di diritti civili).

L'antropologo risponde di buon grado alle domande non solo in piazza ma anche su Twitter.




Gli chiedo se non gli sembra che l'Italia non sia pronta. Lui, con la pacatezza di chi sa che ci vogliono i decenni di cui sopra, risponde che nessuno è pronto. Ma che si opera per il cambiamento, e qualche volta funziona.

Non è una risposta arrendevole. E non sono nemmeno slogan svuotati di significato, come quelli che si sentono ripetere spesso da chi non sa che opporre agli slogan del sistema altre parole chiave antisistemiche. No, le parole di Graeber sono piene e dense, perché offre anche esempi pratici.

Come Strike Debt, per esempio, una guida per resistere al debito (con metodi legali o illegali, come ha specificato lo stesso Graeber). O ancora, una colletta popolare per acquistare i debiti delle persone (per esempio, quelli nei confronti di un ospedale. In U.S.A. si può, non è necessario essere una società di riscossione) ed estinguerli senza pretendere nulla in cambio da queste persone.

Forse l'Italia è meno pronta a questo tipo di iniziative. E' meno pronta a riempire con i fatti le parole. Ma i movimenti sono ciclici, e l'ottenimento dei diritti è una questione lunga, non di pochi mesi o giorni.


Il cambiamento, però, nasce dalla sostanza e dalla forma insieme. E su entrambe, mi pare che abbiamo davvero tanto da imparare. Sulle forme di partecipazione, sulle forme di cittadinanza attiva, sulla capacità di prendere decisioni dal basso, sulle strategie e sulle idee.

Qualcuno pensa che OWS sia morta. In realtà vive ed è una realtà che durerà nel tempo e dalla quale si possono trarre importanti ispirazioni per un cambiamento che non rimanga solamente descritto dalle parole ma che sia effettivo.

    Per approfondire il pensiero di Graeber, si possono leggere:
    Debito - I primi 5000 anni
    Critica della democrazia occidentale. Nuovi movimenti, crisi dello stato, democrazia diretta
    La rivoluzione che viene. Come ripartire dopo la fine del capitalismo

Foto | © Getty Images

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