Elezioni Europee 2014 | Hollande e Merkel: accordo segreto sul Presidente della Commissione?

German Chancellor Angela Merkel On Official Visit In Paris
Elezioni Europee 2014 Il prossimo 9 e 10 maggio, François Hollande e Angela Merkel si incontreranno a Stralsund, in Germania, per una discussione informale. Molti i temi sul tavolo: la crisi ucraina, le relazioni con la Russia, l'indipendenza energetica dell'Europa. Ma non mancherà certamente un confronto, fra i due capi di governo più potenti della Ue, sul futuro presidente della Commissione europea.

Come è noto, il Trattato di Lisbona dispone che si tenga conto dell'indicazione elettorale per la nomina del prossimo capo della Commissione. L'indicazione, tuttavia, non è vincolante. A dire l'ultima parola sarà comunque l'Eurogruppo, che comprende i capi di Stato e di governo dell'Unione. I candidati dei vari schieramenti Martin Schulz (Pse), Jean-Claude Juncker (Ppe), Alexis Tsipras (Sinistra Europea), Guy Verhofstadt (Alde) e José Bové e Ska Keller (Verdi), sembrerebbero tutti in prima linea affinché la volontà popolare venga rispettata. Ma, alla luce di un probabile pareggio alle urne tra socialisti e popolari, l'ipotesi di "scavalcare" gli elettori rimane molto concreta.

Dunque, per la Cancelliera tedesca e per il presidente francese meglio portarsi avanti con il lavoro. Secondo il palazzo dell'Eliseo, a Stralsund, i due premier sperano di discutere "il metodo per la designazione del futuro presidente della Commissione europea ".

Entrambi, in accordo con il presidente dell'Eurogruppo Van Rompuy , si sono dimostrati piuttosto freddi rispetto alla "nomina" diretta. Merkel, nel 2013, ha dichiarato che non c'è nessun collegamento automatico tra il partito che vince le elezioni e il futuro capo della Commisione. Hollande, per parte sua, non ha fatto nessuna dichiarazione pubblica di appoggio al candidato del Pse, Schulz.

In campo ci sono diverse ipotesi. La scelta alternativa di un "candidato di garanzia", come ad esempio Christine Lagarde, oppure un'"equa" distribuzione delle cariche (Commissione, Eurogruppo, Parlamento) tra le forze politiche (tenendo conto degli equilibri nazionali).

Segnaliamo che in questo tipo di accordi, si va anche oltre gli steccati partito. Non era un mistero, infatti, che se il Ppe avesse candidato il francese Michel Barnier al posto di Juncker, Hollande ci avrebbe fatto su un pensierino. Anche se l'attuale Commissario per il mercato interno europeo appartiene allo schieramento politico direttamente concorrente a quello dell'inquilino dell'Eliseo, rappresentava comunque una garanzia maggiore per gli interessi della Francia rispetto a Schulz.

I due capi di governo, certamente, elaboreranno a Stralsund una strategia comune, da rendere operativa il giorno dopo le consultazioni del 22-25 maggio. Ovviamente, l'idea di decidere a "porte chiuse" non sarà accettata di buon grado da quanti in Europa stanno puntando molto su un rinnovato coinvolgimento degli elettori nei processi decisionali. Andare contro la volontà popolare potrebbe allontanare ulteriormente i cittadini dalle istituzioni europee, finendo così per dare ragione agli euroscettici come Marine Le Pen.

Ricordiamo, a tale riguardo, che la leader del Front ha deciso di non candidarsi alla presidenza della Commissione per lo schieramento di Alleanza Europea della Libertà. Il nuovo movimento politico ultraconservatore ha scelto, infatti, di non presentare nessuno candidato. Il perché lo ha spiegato chiaramente Franz Obermayr, della Fpo austriaca: "Noi non vogliamo indurre in errore gli elettori, ovvero non vogliamo far credere che sia possibile eleggere un presidente della Commissione. Non c’è alcuna garanzia che il Consiglio europeo selezionerà il vincitore".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO