Angelino Alfano al Tg5 del 7 ottobre 2012

Angelino Alfano Tg5

Angelino Alfano è ospite al Tg5 delle 20 del 7 ottobre 2012.

Il segretario del Pdl ha spiegato la sua versione dei fatti su Silvio Berlusconi. Ovvero, l'ex premier avrebbe deciso di non ricandidarsi per favorire la riunione dei moderati e per rifondare il centrodestra

«per non lasciare l'Italia in mano a un centrosinistra che avrebbe il programma della Cgil»

E non finisce qui.

Sugli scandali recenti che hanno investito parecchi esponenti del Pdl, Alfano ha dichiarato:

«Noi non abbiamo certamente la ragione di cambiare perché sono avvenuti questi scandali. Se ci sono delle mele marce – e ci sono – il nostro compito sarà di cacciarli dalla politica. Non abbiamo a che fare con ladri e rubagalline».

La colpa di tutto ciò?

«Anche della riforma, voluta dalla sinistra, sulle Regioni: tanti poteri, troppi poteri e pochi controlli».

Sul Monti-bis, Alfano ribadisce la sua posizione: se non si ricandida, non ha senso parlarne.

«Il Popolo delle libertà non lascia il campo»

dice ancora l'ex guardasigilli. Che poi invita tutte le forze di centrodestra ad unirsi in questo progetto di ricostruzione.

Questo il resoconto dell'intervento. Che lascia qualche dubbio, a partire da quei "troppi poteri alle regioni" (non erano uno dei punti fermi del federalismo?), per proseguire con quella scelta di ragionevolezza di Silvio Berlusconi (non è forse costretto dagli eventi, a non ricandidarsi), e per finire con quell'appello al centrodestra da ricostruire (chi l'ha spaccato), che sa di retorica fine a se stessa.

Ah, rileviamo, infine, che il nuovo nemico non sono più i comunisti, ma la Cgil.

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