Congresso Cgil, Camusso rieletta segretario chiude con l'80.5%. Frattura con Landini

Maurizio Landini presenta una lista alternativa per l'elezione del nuovo direttivo ed ottiene 155 voti: Susanna Camusso vince con l'80.5% e viene rieletta segretario generale della CGIL

23.04 - Susanna Camusso è stata rieletta segretario generale della Cgil con 105 voti a favore (36 contrari e 2 astenuti) su 151 aventi diritto.

Aggiornamento giovedì 8 maggio, ore 20.32 - I 953 delegati al XVII congresso nazionale della Cgil hanno votato il direttivo nazionale: in 747si sono espressi per la Lista 1 avente come primo firmatario Susanna Camusso, che ha ottenuto così l'80,5%; in 155 hanno invece votato la Lista 2 dell'area Fiom (16,7%), facente capo a Maurizio Landini ed avente come primo firmatario Ciro D'Alessio, e solo 26 sono stati i voti per la lista 3 (2,8%) dell'area di Giorgio Cremaschi.

Il Congresso si è chiuso più o meno come era cominciato, con l'insanabile frattura tra Susanna Camusso e Maurizio Landini: il leader della Fiom proponeva un cambio di rotta del sindacato, volto a dare maggiore attenzione alle categorie e meno alla struttura Cgil, come invece sostenuto convintamente da Camusso.

Nonostante la sconfitta il leader Fiom può tuttavia ritenersi soddisfatto, avendo ottenuto un risultato piuttosto importante al fine del "peso" nel sindacato:

"Siamo entrati con 110 delegati e abbiamo ottenuto 155 voti"

scrive Il Fatto Quotidiano citando proprio Maurizio Landini.

Congresso Cgil, rottura tra Camusso e Landini che presenta lista alternativa

Ormai la rottura tra il leader della Fiom Maurizio Landini e il segretario generale della Cgil Susanna Camusso è ufficiale e il colpo di grazia lo ha dato proprio Landini al congresso del sindacato confederale che si è tenuto a Rimini.

Durante il suo discorso Landini ha detto che il sindacato ormai è spaccato proprio per colpa del segretario generale e ha presentato una lista alternativa per le elezioni del nuovo comitato direttivo. I firmatari in tutto sono 110 e tra di loro oltre allo stesso Landini c'è anche Nicola Nicolosi e una parte dell'ex area "Lavoro e Società". C'è anche una terza lista di sole 31 firme presentante da Giorgio Cremaschi.

Landini potrebbe arrivare a un consenso del 10-15%, come è noto lui vorrebbe le primarie per scegliere il leader Cgil, ma Cammusso è nettamente contraria.
Secondo il numero uno della Fiom è necessario un profondo rinnovamento e serve che il sindacato sia una "casa di vetro" sui bilanci e sulle spese, inoltre sarebbe utile un codice etico per l'organizzazione. Landini ha detto:

"Non mi preoccupo di quello che succederà a me o di cosa otterrò io. Mi preoccupo di cosa sarà della Cgil dopo di me. La situazione non si risolve a colpi di maggioranza"

Inoltre, il leader della Fiom si è detto d'accordo a riaprire la vertenza con il governo sulle pensioni, sulla questione fiscale e gli ammortizzatori sociali e ha spiegato:

"Noi non siamo stati sconfitti sulle pensioni, noi quella partita non l'abbiamo nemmeno aperta: il consenso sociale che in questo momento il governo Renzi ha è figlio delle cose che non abbiamo fatto negli anni"

Al congresso Cgil ha assistito anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti che sui rapporti tra governo e sindacato ha detto:

"Il sindacato ha fatto il suo mestiere rappresentando interessi legittimi e facendo le sue valutazioni. Io non metto la responsabilità sugli altri. Penso che oggi il governo una scelta l'abbia fatta: c'è bisogno di un radicale cambiamento del Paese"

Al ministro ha risposto il segretario confederale Fabrizio Solari che ha detto che il sindacato ha il diritto di contrattare e non di essere solo ascoltato.

Maurizio Landini e Susanna Camusso

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