Usa 2012: le elezioni alle porte. Trenta giorni per scegliere fra Obama e Romney. Quale prodotto vende di più?

USA 2012 - Elezioni presidenziali Foto | © Getty Images

USA 2012 - Elezioni presidenziali
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USA 2012 - Elezioni presidenziali

Mancano esattamente 30 giorni alle presidenziali americane del 2012.

Al Festival di Internazionale a Ferrara 2012 ne hanno parlato David Carr (NYTimes), Philip Gourevitch (New Yorker) e JoAnn Wypijewski (The Nation), discutendo soprattutto delle modalità con cui gli elettori si rapportano al voto e ai media.

«La gente sceglie i media come un atto di voto»

è l'osservazione di Carr. Come dire, ognuno sceglie di leggere e di seguire i media che già rispecchiano, a priori, il proprio orientamento politico. Il che non è affatto una novità o una sorpresa, né riguarda solamente la realtà americana (basta pensare ai giornali italiani, per averne una conferma nostrana).

Carr rileva il problema di questa situazione: le persone finiscono per credere soltanto a quanto raccontano i media che hanno scelto. Novità? No, nemmeno questa: pensate alla tifoseria che si genera nei commenti di Libero o del Giornale o del Fatto Quotidiano, per esempio.

La Wypijewski ha rilevato che Romney è stato penalizzato dall'aver dato una connotazione estremamente razzista alla sua politica, e che i Repubblicani non hanno attratto la loro parte politica (cosa che è stata evidenziata in maniera molto chiara dalle primarie anomale). Poi si è parlato di Occupy Wall Street. Gourevich ha rilevato che il movimento gli sembra essersi dissolto quando i media hanno cominciato ad occuparsene. David Graeber dissentirebbe, tuttavia è chiaro che OWS sia ininfluente, dal punto di vista elettorale (e non è detto che alle anime del movimento la cosa dispiaccia. Anzi).

Di fatto, l'analisi dei tre giornalisti è quella di una realtà sotto gli occhi di tutti. A destra, fra i Repubblicani, c'è un Mitt Romney assolutamente impresentabile e improbabile come Presidente degli Stati Uniti d'America. E non solo per le sue gaffe.

A "sinistra", per così dire, c'è il Presidente uscente, Barack Obama, che ha deluso a sinistra e non è riuscito a portare a compimento (anzi, nemmeno a iniziare) quella rottura che avrebbe dovuto rappresentare per tutta una serie di ragioni che non serve neppure ribadire.

Chi vincerà? Per molti i giochi sono già fatti in favore di Obama. Per altri, i sondaggi vedrebbero – dopo il dibattito televisivo – Romney in recupero, in rimonta o addirittura già artefice di un sorpasso.

Ma la tv sposta davvero voti? Se lo chiedono anche a Ferrara.

Carr:

«Nel nostro Paese, è accessibile egualmente da entrambi i candidati. Conta piuttosto l'uso delle nuove tecnologie, come Twitter o Facebook».

Wyoijewski:

«O conta piuttosto il prodotto che vendono»

Allora cambiamo la domanda: qual è il prodotto che vende di più? Quello marca Obama o quello marca Romney?

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